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Due passaggi a livello guasti
sulla Mi-Cr-Mn: ritardi a
raffica e pendolari esasperati

Non c’è pace per i pendolari della Milano-Cremona-Mantova, che anche nella mattinata di mercoledì si sono trovati a dover fare i conti con una serie di guasti, che hanno rallentato tutte le corse della mattina. Il primo, poco dopo le sette, nei pressi della stazione di Acquanegra Cremonese, dove un passaggio a livello si è rotto, comportando lo stop dei treni, che hanno accumulato ritardi di circa mezz’ora.

Il secondo guasto, sempre a un passaggio a livello, intorno alle 8.30, ha riguardato invece il tratto tra Malagnino e Gazzo Pieve San Giacomo, dove si è fermato il convoglio proveniente da Piadena e diretto a Cremona delle 8.51, ripartito poi con 26 minuti di ritardo, mentre l’azienda ha annunciato ritardi medi di mezz’ora anche per i treni successivi, sempre a causa del guasto.

Insomma, un copione ormai già noto, ma che ha portato all’esasperazione i viaggiatori della tratta. “Stamattina 35 minuti di ritardo per la tratta Cremona-Mantova sul treno delle 7.32, come di consueto ormai” commenta un pendolare. “Oggi, in aggiunta, per molti non è stato neanche possibile prendere il treno delle 7.40 che parte direttamente da Cremona. Il tabellone dei ritardi infatti segnava 35 minuti per il Milano-Mantova e 20 per il Cremona-Mantova delle 7.40. In sintesi il Milano-Mantova doveva essere a Cremona alle 8.05 e il Cremona-Mantova doveva partire alle 8 da Cremona. Data la possibilità che il Milano-Mantova aumentasse il ritardo ho deciso di spostarmi sul binario 1 per andare a prendere il Cremona-Mantova, giunto sul binario, mentre sul tabellone erano ancora indicati 20 minuti di ritardo”.

Invece, improvvisamente, il treno è partito, senza alcuna segnalazione da parte di TreNord, lasciando a piedi chi aveva tentato di raggiungerlo. “La beffa è che dopo che è partito il treno sul tabellone hanno cambiato il ritardo, da 20 a 10 minuti, giustificando così la partenza in anticipo, della quale però non vi è stato alcun avviso vocale” continua il pendolare. “Sono ormai stanco e arrabbiato per la continua mancanza di rispetto che c’è da parte dei dirigenti delle ferrovie nei nostri confronti. Si rendono conto che avendo il monopolio i pendolari non hanno molte altre soluzioni. Si potrebbe quasi azzerare il traffico automobilistico sulle medie-lunghe tratte diminuendo così l’inquinamento della pianura, ma con questa gestione, chi se lo può permettere va in auto”.

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