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Monocarrozza insufficiente
per il ritorno da Brescia
Malori e pendolari a terra

Pomeriggio infernale per i pendolari di ritorno da Brescia. Il treno regionale 5359 previsto in partenza dalla stazione di Brescia est, al binario 16, delle ore 16,40 e diretto a Cremona si è presentato con una sola carrozza diesel, anziché le solite due, sempre sovraffollate e con persone costrette a viaggiare  in piedi.
Il controllore ha fatto salire tutti i viaggiatori ma ad un certo punto, vedendo che le persone erano schiacciate come sardine ed era difficoltosa anche la chiusura delle porte, ha intimato alle persone di scendere, altrimenti il treno non sarebbe potuto partire. Il controllore ha anche invitato a salire sul pullman che era stato predisposto, ma i viaggiatori, che hanno già vissuto esperienze simili, si sono spesso ritrovate a piedi e si sono rifiutati di uscire dal treno. A quel punto l’addetto di Trenord ha chiamato la Polfer. “La polizia ferroviaria – racconta una testimone – ha invitato nuovamente a scendere e alcune persone sono scese perché in difficoltà (si sentivano svenire) e perché illuse dalle promesse sull’esistenza de pullman. Dopo pochi minuti le porte si sono chiuse e ci hanno lasciato diversi minuti fermi, con le porte chiuse senza aria che circolava. Diverse ragazze accanto a me si sentivano male”.
Il treno è poi partito alle 17,10, a quanto pare lasciando a terra chi era sceso. Anche la scorsa estate era emerso il problema delle monocarrozze, chiaramente insufficienti a coprire le esigenze di questa tratta su cui viaggiano centinaia di pendolari, per studio e lavoro, del cremonese.

“È veramente assurdo avere un servizio così scadente pagando una cifra considerevole l’abbonamento”, afferma Valentina Costa,  portavoce dei pendolari. Assurdo anche fare scendere i passeggeri con la scusa della sicurezza del mezzo, quando Trenitalia è perfettamente a conoscenza dell’affluenza di persone che transitano sulla linea Brescia-Cremona e quindi di ciò che sarebbe necessario per la sicurezza dei viaggiatori; senza parlare poi della chiamata alle forze dell’ordine per far scendere alcuni passeggeri.

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