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Amatrice, la leonessa di
Capricchio adottata da due
grandi cuori cremonesi

Non ha ancora un nome, ma poco importa. L’importante è che è stato salvato dagli inferi e portato a Cremona, dove avrà una casa e tante cure. In fondo è solo una goccia nel mare, una piccola goccia. Un piccolo gatto di poco più di un mese, rosso, col pelo arruffato. A scorgerlo un volontario di Amici Centro Italia a Capricchio, mentre si aggirava tra i sassi probabilmente alla ricerca di cibo. E’ stato preso proprio grazie a quello da Cosetta Cerri e dal volontario e grazie anche a Federico Corrà che, oltre ad essere il vicepresidente di Confcommercio Cremona ha anche un grandissimo cuore e, nonostante di gatti e cani insieme alla moglie ne segua parecchi, ha deciso di portarselo a casa.

Nelle frazioni di Amatrice, in special modo le più ‘sperdute’, è già tanto per i gatti ed i cani vaganti restare al mondo. Soprattutto i gatti, che sono tanti e ti fissano tra le macerie, sui davanzali delle case inagibili e poi se ne vanno. Tanti di loro avevano probabilmente un padrone prima del terremoto, gente che se ne prendeva cura. Poi si sono via via inselvatichiti. A Conche, come a Capricchio, sono tanti quelli che s’aggirano intorno alle case ormai senza vita alcuna.

Vivono con quel che trovano, e come possono. Vivono perché qualcuno – e tenacemente – cerca di prendersene cura. Ma quello del cibo non è il problema più pressante. “Alla notte – racconta l’addetta della cooperativa che produce formaggi a Illica – ci sono i lupi ed i cinghiali. I lupi fiutano se hanno la possibilità di nutrirsi, e ci hanno già ucciso dei cani. Non si fermano quando sanno che c’è da mangiare”.

“Cinghiali e lupi? – aggiunge Claudio di Capricchio – si ce ne sono e tanti. Alla mattina quando esci di casa, li puoi anche vedere”. Casa è una parola grande. La sua è una costruzione in legno con una veranda, sempre in legno, abitabile. Quella in muratura l’ha persa.

I gatti di Capricchio sono ancor più indifesi. Perché qui qualcuno a dar loro cibo non c’è nel vecchio borgo che è rimasto pressoché uguale a quel tragico 26 agosto. Vivono di quel che possono e come possono, e tanti muoiono, preda di qualcuno o degli stenti. Ha avuto altro destino la piccola micia rosso chiaro che è stata notata tra i sassi e recuperata. Dovrebbe avere una piccola sorella, che è stata avvistata il giorno dopo. Il WWF cercherà di prenderla, per garantire almeno ad una vita di proseguire nel suo percorso.

La piccola è ora a Cremona. Il veterinario che l’ha visitata l’ha trovata denutrita. Qualche giorno di pappe buone e sarà già in ottima forma: “Ha un bel caratterino – racconta Cosetta Cerri – ma con me si è già addolcita, si fa carezzare, impasta e fa pure le fusa”.

Una piccola goccia nel mare in un mare in cui i problemi sono davvero tanti, soprattutto per gli umani. Ma i piccoli segnali di speranza sono anche questi, sono in una piccola vita che cerca di difendersi e si fa fatica a prendere, tra le tante che restano ad aggirarsi tra i sassi scomposti di borghi che non riemergeranno più.

Nazzareno Condina

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