5 Commenti

Spandimento fanghi, da
san Daniele pesante j'accuse
del sindaco Persico

Un ‘J’accuse’ pesante quello del primo cittadino di San Daniele Po Davide Persico. E’ la presa di posizione contro un sistema, quello dello spargimento fanghi, che lascia più di una perplessità come spiega lui stesso.

“Dato l’odore nauseabondo e ‘chimico’ percepito tutto oggi (ieri, per chi legge, ndr) a San Daniele Po, e appurato che deriva dallo spargimento di ‘fanghi di depurazione’ su terreni agricoli in un comune vicino, mi chiedo, e chiedo anche se c’è qualcuno che sappia darmi una spiegazione logica: a cosa serve spendere milioni di euro in impianti di depurazione e decantazione per separare inquinanti dalle acque se poi questi concentrati vengono di nuovo ridistribuiti sul terreno? Qual’è il senso logico di una simile gestione ambientale? C’è qualche significato che mi sfugge a parte un profitto economico continuo a favore di qualcuno? Aiutatemi a capire perché l’unica cosa che mi gira in testa è una profonda incazzatura per l’impotenza di agire nella consapevolezza che ci stiamo uccidendo con le nostre compiacenti mani. La Pianura Padana è ormai ridotta ad un purulento ed insano orifizio sul quale continuiamo ad accanirci sino alla morte”.

Il messaggio ha acceso la discussione sul web. In tanti – anche amministratori – hanno condiviso e dato la propria solidarietà a Persico per un problema aperto da anni e di drammatica attualità.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti
  • Italiana

    Il sindaco ha ragione

  • Pilla Paolo Guido

    Purtroppo la sensibilità dei cremonesi sui problemi ambientali è quasi nulla, da qui il disinteresse della politica che privilegia gli aspetti economici della vicenda. Sono in primis le associazioni agricole che dovrebbero intervenire perchè i prodotti agricoli cremonesi vengono sempre meno identificati come genuini e quindi andranno a spuntare prezzi via via più bassi sul mercato. Quando poi, di fronte a quello che TUTTI vedono spandere nei campi (fanghi o diserbanti che rendono la campagna simile al deserto) si sente parlare di eccellenze del territorio non si sa se ridere o piangere.

    • Blizzard

      Le Associazioni Agricole che in primis dovrebbero denunciare ciò sono formate da agricoltori che in buona parte rincorrono utili ed a volte pur di raggiungerli non badano a niente. D’altro canto chi il primo che autorizza lo smaltimento dei fanghi è proprio il proprietario dei campi. Poi le istituzioni dovrebbero vigilare ed eventualmente vietare tale pratica.

  • Claudio Rambelli

    Il Comitato di Condotta di Slow Food Cremonese condivide l’intervento del sindaco di San Daniele, Davide Persico e si accomuna nel chiedere interventi e controlli adeguati ai competenti organi regionali e provinciali.
    Lo spargimento di fanghi di depurazione contenenti inquinanti su terreni agricoli non ha alcun fondamento nella tradizione agricola né nella cultura contadina.
    Purtroppo, da anni ormai – a fronte di un’agricoltura basata totalmente sulla monocoltura intensiva che ha abbandonato i buoni principi agroculturali quali la rotazione delle colture e la concimazione con fertilizzanti naturali – i terreni agricoli sono continuamente cosparsi di prodotti chimici. Lo spargimento dei fanghi non è che l’ultimo atto di un’agricoltura che ormai produce mais per alimentare impianti a biogas per buona parte della superficie agricola provinciale.
    Slow Food Italia ha chiesto che il “Decreto Genova” venga emendato nel rispetto di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, secondo cui per gli idrocarburi vanno applicati i valori limite già fissati nel Codice dell’Ambiente, con il decreto legislativo n. 152 del 2006 – pari al 5% dei nuovi valori di legge!
    Slow Food sostiene e ribadisce che la salute dei campi è un bene primario che non si può “barattare né mercanteggiare” perché riguarda la salute di tutti e sottolinea la necessità di diffondere pratiche di agroecologia quali la rotazione delle colture, il rimboschimento ed il ripristino di fasce arbustive atte ad ospitare insetti e microrganismi utili, ovvero un modo di concepire l’agricoltura che rispetti la Madre Terra e sviluppi nuova consapevolezza e attenzione all’ambiente, alle persone ed alle loro relazioni.
    Cremona 28102018

  • Infangato

    Pieno sostegno al Sindaco.
    Lo spargimento dei fanghi è un problema anche nel cremonese. A Corte de’ Frati (CR) ad esempio dalla metà degli anni ’90 si è insediata un’azienda che spande fanghi, facente parte di una Gr..ande Holding (la stessa già implicata nello scandalo delle bonifiche a Milano Rogoredo Montecity-Santa Giulia, proprietà di colui che era definito il “re delle bonifiche”).
    Alcuni anni fa anche di notte era un gran via-vai di rimorchi carichi di fanghi, aria irrespirabile a volte irritante alla gola e agli occhi. Per varie vicende era finito in carcere anche l’AD dell’azienda e altre persone coinvolte…
    Lecito dunque dubitare e domandarsi cosa realmente abbiano sotterrato nel corso di tutti questi anni, fino ad oggi, (Cadmio? Metalli pesanti? Veramente tutti sotto il limite consentito? ….trattano 18.000 tonnellate all’anno) e cosa continueranno a sotterrare dato che hanno depositato la domanda di ampliamento.