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Incendio a San Rocco,
fascicolo in procura. Resta
sempre aperta l'ipotesi dolosa

Foto Sessa

Le carte sull’incendio scoppiato lo scorso giovedì pomeriggio alla piattaforma ecologica di via San Rocco, settore plastiche, sono arrivate negli uffici della procura. La relazione dei vigili del fuoco è stata inviata via Pec all’ufficio ricezione atti alle 23,43 di giovedì scorso. Le fiamme, che avevano bruciato 50 quintali di plastica, avevano provocato un denso fumo nero visibile da diverse zone della città e della provincia. La comunicazione dei vigili del fuoco verrà iscritta nel registro degli atti non costituenti reato ((il cosiddetto ‘modello 45′). Per il momento, infatti, un’indagine vera e propria non è ancora stata aperta. L’incarico di seguire il caso è stato affidato al sostituto procuratore Ilaria Prette che si occupa di reati ambientali. Nel modello 45 dovranno confluire i risultati degli accertamenti ed anche le regolarità del sistema autorizzativo riguardanti la discarica, soprattutto sotto il profilo della prevenzione incendi. Ancora da chiarire, inoltre, se si sia trattato o meno di un incendio doloso. L’ipotesi dolosa è ancora ampiamente aperta, visto che il materiale andato a fuoco non si trovava vicino ad alcun macchinario. Nessuna apparecchiatura, infatti, è risultata danneggiata da guasti elettrici.

Della questione si è parlato anche ieri durante il già programmato Osservatorio Rifiuti. “E’ un bene che l’amministrazione faccia controlli sulla raccolta differenziata di rifiuti multando chi li abbandona”, ha chiarito Francesca Pontiggia, presidente della Commissione Ambiente, “ma è altrettanto importante capire quali controlli vengano effettuati dal gestore sulla catena delle ditte appaltanti, perchè il cittadino che compie gli sforzi iniziali sulla differenziata ha diritto di avere certezza della corretta gestione dei rifiuti a valle”. “Mi riferisco”, ha continuato la Pontiggia, “ai 18 incendi che hanno interessato Regione Lombardia nell’ultimo anno”. “Va fatta senz’altro”, ha concluso la presidente della Commissione Ambiente, “un’operazione trasparenza su tutta la filiera dei rifiuti”. Si tornerà certamente sulla questione nella prossima seduta della Commissione Ambiente, in calendario il 16 novembre.

“Serve una programmazione nazionale”, ha comunicato a sua volta il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, che si è rifatto ai dati  riportati nella relazione bicamerale della Commissione d’inchiesta sui rifiuti dello scorso gennaio e dai quali emerge “una situazione assai preoccupante: negli impianti di recupero e smaltimento rifiuti mappati negli ultimi tre anni si sono verificati più di 250 casi di incendi, di questi 124, ben 47,5 % del totale, solo nelle regioni del nord e il 20% di origine dolosa”. Sull’argomento è stata presentata anche una mozione che sarà discussa il prossimo 6 novembre in consiglio regionale. “Innanzitutto”, ha fatto sapere Piloni attraverso una nota, “la Regione deve attivarsi presso il Governo per programmare, a livello nazionale, la pianificazione di una dotazione impiantistica in grado di soddisfare le richieste di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e speciali. E’ necessario poi effettuare una verifica dell’attuale piano regionale di gestione dei rifiuti per rimodularne fabbisogni e obiettivi alla luce delle criticità emerse soprattutto nello stoccaggio, nel trattamento di materie plastiche e alla luce dei crescenti costi di smaltimento e recupero. La Regione deve infine valutare la possibilità di individuare per la gestione dei rifiuti, così come per il servizio idrico integrato, ambiti territoriali ottimali a scala provinciale che consentano una più efficace e puntuale gestione del servizio, oltre che un maggiore controllo”.

Sara Pizzorni

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