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Piena del Po: crepa di
20 metri sulla sponda
C'è il rischio crollo

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO – Continua ad allargarsi e soprattutto ad allungarsi la crepa provocata dall’erosione della sponda del Po, nel tratto che collega l’area della Mac e quella della Colonie Padane, che già era stata transennata in mattinata a scopo precauzionale dagli uomini del gruppo di Protezione Civile Eridanus: il fronte si attesta infatti tra i 20 e i 30 metri di lunghezza, spingendosi fino all’anfiteatro che si affaccia sul fiume.

Il rischio è che quando si abbasserà il livello della piena, quella parte di terreno possa crollare, trascinando con sè anche la staccionata.

Le guardie idrogeologiche, che in questi giorni stanno presidiando le sponde del fiume verificandone la stabilità, in mattinata avevano notato come il terreno in quel punto fosse particolarmente cedevole. Inoltre la sponda già presentava una piccola crepa, che con il crescere della piena sta diventando sempre più profonda.

In quella zona la piena aveva fatto danni già due anni fa, quando era stato divelto l’attracco pubblico collocato proprio in quello stesso tratto di passeggiata. In quell’occasione la piena aveva superato abbondantemente i 3 metri sopra lo zero idrometrico.

Nel tardo pomeriggio l’assessore Alessia Manfredini, insieme al dirigente dei Lavori Pubblici Marco Pagliarini e ai tecnici comunali, hanno effettuato un sopralluogo dell’area, che probabilmente verrà transennata in maniera più incisiva. Gli uomini della protezione civile saranno mobilitati per tutta la notte.

Intanto il fiume Po è salito a +2,60 metri sopra lo zero idrometrico, e secondo le previsioni degli addetti ai lavori è destinato a crescere ancora al massimo di una decina di centimetri, per poi iniziare a defluire. Alla canottieri Flora, intanto, l’acqua è già entrata. A preoccupare è anche la nuova ondata di maltempo che già è iniziata in nottata e che proseguirà nella giornata di venerdì, specie sul Piemonte, ma anche il livello di acqua nei laghi, che in questo momento sono quasi al massimo della capienza.

Laura Bosio

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