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Cremona, 23esima in Italia
come qualità della vita
In crescita i reati sessuali

Guadagna tre posizioni la provincia di Cremona nella classifica sulla qualità della vita secondo l’indagine condotta da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. L’indagine fotografa modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto. Cremona, come detto, si arrampica fino al 23esimo posto (26esima nel 2017, ndr) con un punteggio di 651,08, quinta lombarda dopo Sondrio, Mantova, Lodi e Brescia, ma sempre nel gruppo 1, quello definito con qualità “buona”. In generale, è il nord-est del Paese a guidare  la calssifica, con Bolzano in testa (a punteggio pieno), seguita da Trento e Belluno. In coda, Vibo Valentia non fa registrare alcun punteggio, ma in generale è tutto il meridione ad arrancare secondo lo studio. Nelle ultime 25 posizioni si registrano solo un paio di eccezioni: oltre a Imperia, spicca Roma (85esima con un punteggio 294,5 e un tracollo rispetto allo scorso anno di 18 posizioni). In ogni caso, si può parlare di una sorta di rivincita delle piccole città, se si pensa all’ottimo posizionamento di Siena (quarta), Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo, tutte nella top 10.

Analizzando nel dettaglio i dati della nostra provincia, Cremona spicca senz’altro come tenore di vita, piazzandosi al sesto posto nella classifica generale, anche grazie alla variazione dei prezzi al consumo (settima). Anche nei servizi finanziari e scolastici il nostro territorio si affaccia sulla top ten, grazie all’undicesima piazza, anche se sono i primi a tenerci in alto: il 13esimo posto della sottodimensione finanziaria, infatti, fa da contraltare il 66esimo per quanto riguarda quella scolastica. In particolare i 4,31 studenti delle superiori ogni 100 ci tengono ancorati alla 91esima piazza, mentre la situazione migliora per quanto riguarda il numero di scuole superiori (10,78 – 65esimi) e per numero di studenti sempre delle superiori ogni 100mila abitanti (44, 02 – 47esimi). Per quanto riguarda gli altri indicatori del settore finanziario emerge quello relativo al numero di ATM (i bancomat) ogni 100mila abitanti: la media di 97,78 sportelli ci colloca al 18esimo posto. Numeri buoni anche per quanto riguarda gli affari e il lavoro, nonostante la 53esima piazza complessiva (59esima nel 2017, ndr): Cremona è infatti la 20esima miglior provincia italiana in termini di disoccupazione ed ha un tasso di occupazione che le permette di attestarsi in 26esima posizione. Anche per la disoccupazione giovanile il dato rimane stabile e ci colloca al 25esimo posto, come un anno fa. Per quanto riguarda il tempo libero, invece, la nostra provincia si piazza a metà classifica (55esima), ma sono molto negativi i dati relativi alla presenza di alberghi (posizione 105) e sale cinematografiche (84esima).

In termini di disagio sociale, Cremona è scivolata dalla 22esima alla 29esima posizione, uscendo dal gruppo 1 ed entrando in quello “accettabile”: stabile, ma negativo, il numero degli infortuni sul lavoro (90esimi, due posizioni meglio che nel 2017), mentre i morti per tumore sono aumentati (29,42 ogni 100 deceduti, 91esima piazza dalla 83esima), così come i morti e feriti in seguito ad incidenti stradali che sono saliti a 146,53 ogni 100 incidenti facendo scivolare la nostra provincia dalla 46esima alla 58esima posizione. In leggera ripresa la popolazione, con la nostra provincia che sale al 65esimo posto (dal 78esimo). In particolare, una famiglia è composta in media da 2,31 persone (58esimo posto, una posizione peggio del 2017), mentre sono 9,52 i disabili ogni mille abitanti (29esima in classifica). Sostanzialmente stabile il numero degli immigrati (33esimi da 35esimi che eravamo), con una media di 35,91 ogni mille residenti. In leggero aumento, invece, il numero degli emigrati che ci fanno peggiorare di otto posizioni rispetto al 2017: sono 34, 28. In diminuzione i morti (11,31 ogni mille residenti) che portano Cremona al 57esimo posto dall’81esimo, mentre crescono leggermente anche i nati ogni mille residenti (7,25) che portano la provincia alla 59esima piazza (67esima lo scorso anno).

Miglioramenti lievi anche per quanto riguarda la criminalità che ci porta al 52esimo posto dal 58esimo ed in particolare al 54esimo per quanto riguarda i reati contro le persone e al 56esimo per quelli contro il patrimonio. Schizzano alle stelle, però, i reati sessuali. Le violenze ogni 100mila abitanti (7,50)  ci fanno precipitare all’84esima posizione dalla 17esima, mentre i reati a sfondo sessuale contro i minori aumentano leggermente (50esmi con una perdita di due posizioni). Cremona crolla anche per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione (91esimi da 57esimi) e per i sequestri di persona (perse 36  posizioni dalla 45esima del 2017). Per quanto riguarda gli omicidi colposi va registrato un peggioramento di due posizioni (56, con una media di 0,56 ogni 100mila abitanti). Migliorano invece sensibilmente quelli colposi e preterintenzionali (3,06) che ci fanno balzare dall’ultimo al 61esimo posto, mentre i tentati omicidi crescono (1, 11 ogni 100mila abitanti, 41esima piazza con una perdita di 9). Migliorano anche i dati relativi ai reati connessi al traffico degli stupefacenti (18esimo posto dal 27esimo), i furti in appartamento (74esima con un guadagno di dieci posizioni) e le rapine in banca e in posta (altra scalata di dieci posti fino al 38esimo). In aumento, infine, gli scippi e i borseggi (piazza 56 dalla 51), i furti di auto (34esimo posto dal 26esimo) e le estorsioni (78esima con una perdita di 7 posizioni).

Nonostante Cremona sia al top per i parametri relativi alle piste ciclabili e alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (13esima), nella classifica generale sull’ambiente la provincia è crollata dal 41esimo al quart’ultimo posto nel giro di 12 mesi, il che significa avere una qualità insufficiente. Oltre all’83esima posizione per l’uso di trasporto pubblico, a preoccupare è il 99esimo posto come numero di giorni di superamento di Pm10 (dal 73esimo) e la 66esima come concentrazione di biossido di azoto. Nonostante questo, il sistema salute è tra le eccellenze nazionali con la sua 20esima piazza. Da segnalare, in particolare, l’11esima posizione nella sottodimensione dei posti letto per mille abitanti in reparto specialistici e la terza in posti letto in reparti di oncologia, mentre come medici ospedalieri ogni 100 posti letto non si va oltre l’88esimo posto.

 

 

 

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