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Esemplare di cigno trucidato
da un bracconiere. Inutili le
cure degli operatori del Cras

Un cigno è morto dopo essere stato preso a fucilate da un bracconiere. E’ successo ieri a Casalbuttano. A darne notizia è il Cras, centro recupero animali selvatici di Calvatone, che ha tentato in tutti i modi di curare l’animale, purtroppo senza successo. “Ieri, per l’ennesima volta”, si legge nella nota del Cras pubblicata sulla pagina facebook, “abbiamo assistito impotenti alla morte di un animale selvatico, fiero ed elegante, per colpa di una mano assassina. Per colpa di un bracconiere. Ieri i nostri operatori hanno assistito alla morte di un povero cigno innocente, trucidato da un delinquente che gira impunito con un’arma sotto mano. Il cigno non ce l’ha fatta e, nonostante le cure dei nostri operatori e volontari che, come sempre, si sono prodigati per salvarlo, dopo meno di 48 ore è spirato, mettendo la parola fine alla sua agonia. Noi siamo stanchi e demoralizzati: fra noi esiste almeno una persona, armata di fucile, che gira indisturbata per le nostre terre, ed è colpevole di aver ucciso un essere innocente al quale non poteva sparare. È difficile trattenere la rabbia e la costernazione di fronte a fatti di questo tipo. Non è il primo e non sarà l’ultimo selvatico che dovremo soccorrere. E tutto questo per colpa di una mano assassina che non ha rispetto per nessuna forma di vita”.

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