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Consorzio Irrigazioni
Cremonesi, approvazione
bilancio: +0,9% costo servizio

Si è svolta questa mattina, 15 dicembre, l’Assemblea del Consorzio Irrigazioni Cremonesi che ha approvato il Bilancio preventivo per l’esercizio 2019, con un aumento dello 0,9% del costo del Servizio di Somministrazione del Servizio Irriguo. E’ stato possibile limitare questo aumento, come spiega il presidente Umberto Brocca attraverso un comunicato stampa, “nonostante gli effetti inflattivi e congiunturali, nonché le nuove incombenze che dovranno essere affrontate nel 2019”, in particolare, oltre alla fatturazione elettronica, l’obbligo di telemonitoraggio del Deflusso Minimo Vitale nelle nostre cinque traverse sui fiumi, quattro sull’Oglio ed una sull’Adda, che la Regione ha imposto doversi rilevare con cadenza ogni dieci minuti, ovviamente ‘H24’: un misura definita “irragionevole per qualsivoglia misura idrologica”.

Dal Consorzio fanno sapere che il costo del nostro Servizio Irriguo – che si configura come rimborso delle spese proporzionato alla portata d’acqua contrattuale – si attesta ad un valore medio di al 32,60 euro l/s che, con l’Iva al 10%. Con un fabbisogno irriguo medio in tutto il comprensorio, dell’ordine dei 1,25 l/s x ha, il costo del nostro servizio irriguo sarà mediamente di  37,57 euro/ha, pari a 3,13 euro/Pertica Cremonese. Per le aziende agricole che traggono acqua direttamente dai nostri cavi, questo è il costo dell’acqua al campo, mentre per le altre, a questa voce si sommano le altre spese dovute all’individuale situazione idrografica ed al soggetto interposto, così da comporre correttamente, azienda per azienda, la voce ‘Costo dell’Irrigazione’, parametro importante, se fosse disponibile per ragionare al meglio sul primo problema delle Irrigazioni Cremonesi.

Nella Relazione introduttiva del Presidente, sono stati illustrati l’andamento della scorsa Stagione Irrigua ed i principali fatti che coinvolgono il mondo delle ‘cose d’acqua’. Il Consorzio, con portata media disponibile di poco superiore ai 53.000 l/s, svolge il suo compito più importante nell’assicurare “l’irrigazione diretta di oltre 60mila ettari, costituendo una fondamentale realtà nell’economia cremonese”. Fondato nel 1883 da Pietro Vacchelli, il Consorzio acquistò, dieci anni dopo, il Condominio Pallavicino, dell’omonima famiglia, che aveva intrapreso l’attività irrigua nel XVI secolo.

Costituito da cinquantanove Comuni (attualmente cinquantadue, ndr), il Consorzio è governato dall’Assemblea che ogni cinque anni elegge il Consiglio di Amministrazione, del quale oggi fanno parte gli agricoltori: Umberto Brocca (Presidente), Marco Benedini (Vice Presidente), Daniele M. Freri, Gianluigi Fiamenghi, Gianpietro Lena, Paolo Salomoni, Michele Zamboni.
Le Entrate del Consorzio sono, per circa l’ 80%, costituite dai canoni per il Servizio Irriguo (1.774.000,00 euro) e, per la parte rimanente, da proventi diversi, nella costante ricerca di contenere se non anche ridurre i costi in assoluto ed in particolare nella quota che pesa sul servizio irriguo.

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