Commenta

Durata dei processi:
nuova astensione di due
giorni degli avvocati penalisti

Gli avvocati penalisti tornano a protestare. Dopo l’astensione dello scorso novembre, domani e martedì è previsto un nuovo sciopero per esprimere la forte contrarietà all’accordo di governo sul processo penale che prevede la riforma della prescrizione. L’astensione è stata proclamata dalla giunta dell’Unione delle Camere Penali.

“Il Governo”, si legge nel comunicato inviato dal direttivo della Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale, “pretende che la durata dei processi, già oggi poco ragionevole, si dilati per tempi indefiniti e infiniti, senza fischiare mai la fine: dopo la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna, imputati e vittime rimarranno nell’incertezza senza alcun limite di tempo. A questa assurda ed irrazionale riforma, avanti la Commissione Giustizia della Camera si sono opposti in modo pressochè compatto avvocati penalisti, Consiglio Nazionale Forense, docenti universitari e giuristi. Il risultato delle audizioni è stato unanime nel sottolineare molteplici profili di incostituzionalità rilevabili nella riforma, al punto che anche l’Associazione Nazionale Magistrati, astrattamente favorevole ad una revisione meditata della prescrizione, ha ribadito che alle riforme è necessario arrivare con interventi organici e condivisi sui codici di diritto e procedura penale, senza dimenticare altrettanto necessari investimenti nel comparto giustizia. A fronte dell’imponente astensione dalle attività giudiziarie proclamata dall’Unione Camere Penali Italiane dal 20 al 23 Novembre u.s., il Ministro della Giustizia ha proposto uno studio ed un approfondimento condiviso con l’Avvocatura, la Magistratura e l’Accademia, rendendosi apparentemente disponibile a raccogliere idee e proposte per un intervento organico di riforma legislativa, teso anche a rendere effettivamente ragionevoli i tempi di durata del processo penale. Sorprendentemente, però, mentre di ciò si stava parlando, la proposta di riforma della prescrizione è stata approvata senza alcun ascolto e alcuna condivisione dei suggerimenti e delle proposte formulate da colori quali praticano il processo penale quotidianamente, il tutto con l’ansia di indicare nel gennaio 2020 il momento di entrata in vigore, con vaghi e contraddittori riferimenti ad una precedente e necessaria riforma organica del processo. E’ mera politica dell’annuncio o è politica pericolosamente timorosa del confronto e del contraddittorio?
Sicuramente, annunziare l’allungamento all’infinito dei tempi del processo consente di glissare su quelli che sono i reali bisogni dell’amministrazione della giustizi: investimenti in strutture, in mezzi e in personale. Esistono palazzi di giustizia fatiscenti o che hanno dovuto essere abbandonati: a Bari i processi hanno dovuto essere rinviati nelle tende; gli strumenti a disposizione di molti uffici sono obsoleti ed inadeguati; in molte sedi i giudici non possono celebrare tutti i processi che sarebbero in grado di concludere perché il personale delle cancellerie è in numero insufficiente e non riesce a dedicarsi a tutti gli adempimenti necessari.
Non è quindi un problema solo di politica o di politica giudiziaria, ma soprattutto di denegata giustizia.
A ciò si aggiunga che, con analoghe modalità, è stato calendarizzato un disegno di legge denominato “spazza corrotti” disseminato di disarticolati interventi su istituti di diritto penale e processuale, tanto gravi quanto allarmanti da meritare una continua ed elevata attenzione: si pensi alle modifiche della norma sulla legittima difesa, che rendono inverosimile ed illusoria l’eliminazione del requisito essenziale della proporzione fra difesa e offesa, o all’introduzione del “decreto sicurezza” laddove alcune previsioni di dubbio profilo costituzionale rischiano di compromettere diritti fondamentali della persona e ciò – constatiamo amaramente – nell’anniversario dei settant’anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Per quanto sopra e per evitare lo scempio dei principi costituzionali, gli avvocati penalisti italiani si asterranno nuovamente dalle attività giudiziarie nei giorni 17 e 18 dicembre 2018 e, per spiegare in modo approfondito le ragioni della protesta, le Sezioni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova della Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale hanno fissato un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, agli avvocati, agli accademici, ai magistrati e ai parlamentari lunedi 17 dicembre 2018, alle ore 10.00, presso l’aula polifunzionale del Tribunale di Brescia.
Sarà una nuova occasione per confrontarci e discutere delle riforme approvate, di quelle in itinere, di quanto realmente necessario e del contributo che possiamo concretamente dare in tal senso, offrendo contestualmente ai cittadini una conoscenza diretta ed una più matura consapevolezza emancipata da ideologie o appartenenze politiche, a beneficio della tutela dei diritti e delle garanzie di tutti”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti