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I 'grandi' dimenticati al
cimitero monumentale: lapide
del Voghera tornerà a nuovo

Le lapidi dedicate a Galllina e a Voghera al cimitero di Cremona

Potrebbero arrivare presto tempo migliori per almeno alcuni dei monumenti e delle lapidi del Cimitero di Cremona, un enorme patrimonio, sia pubblico che privato che necessita di costante manutenzione. Muffe, muschio, naturale deterioramento dei materiali, acqua piovana stanno rendendo irriconoscibili alcuni ricordi legati alla storia di Cremona e tra questi ci sono i due busti con lapide di Alessandro Gallina e Luigi Voghera –  sacerdote tra i primi a realizzare asili infantili in Italia e architetto il secondo – che si trovano seminascosti in un’ala di uno degli androni a crociera. Due nicchie che hanno subito le ingiurie del tempo e delle infiltrazioni d’acqua, tanto che le iscrizioni, di epoca ottocentesca sono illeggibili: del tutto quelle del primo, quasi del tutto, nel secondo caso.

Del loro ripristino, ma in generale della manutenzione di molti altri monumenti notevoli del cimitero, si sta interessando l’assessore Rosita Viola, che ha preso contatti con la Fondazione Comunitaria per valutare la possibilità di accedere ai contributi erogati annualmente per la manutenzione del patrimonio storico artistico, lo stesso capitolo con cui la fondazione finanza i restauri nelle chiese e in altri contesti monumentali. Ci sono buone possibilità che questa particolare forma di intervento per la tutela dei beni artistici venga finanziata. Altra lapide che potrebbe venire sistemata in questo contesto è quella del compositore ottocentesco e maestro di cappella della Cattedrale Ruggero Manna.

La penuria di bandi regionali o europei specifici per il restauro dei monumenti funebri costringe l’amministrazione comunale a cercare altre strade per gli interventi. “In particolare – ci spiega Viola – vorremmo intervenire su due monumenti segnalatici tempo fa dall’associazione Cremona Com’era, quello del Voghera e del Manna. Serve una maggiore manutenzione, ne siamo consapevoli, ma le necessità sono moltissime e noi stiamo intervenendo prioritariamente su interventi strutturali e finalizzati alla sicurezza di chi frequenta il cimitero, come le pompe per evitare gli allagamenti sotto gli androni, o la verifica strutturale dei pinnacoli. L’ultimo intervento di monitoraggio è costato 48mila euro, le strutture aeree che presentavano rischi di crollo sono state tutte verificate e quelle che presentavano dei rischi rimosse”. Per la loro risistemazione si dovrà attendere tempi migliori.

Il monumento sepolcrale di Luigi Voghera è particolarmente significativo in quanto fu proprio lui il progettista, nei primi anni Venti dell’Ottocento, del cimitero cittadino, appena fuori le mura come volevano le leggi napoleoniche, utilizzando quello stile neoclassico che troviamo anche nell’altra sua opera cremonese più appariscente, la facciata a colonnato di S.Agata. Della sua importanza come architetto poco o nulla si intuisce dalla nicchia scrostata che ospita la sua lapide. Ancora peggio le cose sono andate per il sacerdote Alessandro Gallina, anch’egli cremonese che nei primissimi anni dell’Ottocento, collaborò con Ferrante Aporti nell’istituzione degli asili infantili, adottando una pedagogia all’avanguardia per l’epoca. Del restauro di queste ed altre lapidi si sta interessando anche l’architetto Angelo Garioni.

“Ma molti altri sarebbero i manufatti da tutelare, spiega ancora Viola. “Purtroppo con l’avanzare dell’età dei volontari, sono sempre più rari gli interventi di manutenzione da parte delle associazioni che hanno onorato i propri caduti con lapidi e statue. A primavera verrà fatta la ripulitura di quello ai soldati  Francesi caduti nella battaglia di Solferino, ad opera dell’associazione omonima. Ma in prospettiva, la situazione è preoccupante, per questo è necessario cercare nuove forme di finanziamento”. g.biagi

 

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