2 Commenti

Lezione speciale al
Politecnico: in Aula
Magna Carlo Cottarelli

In attesa dell’Open Day previsto per il 27 febbraio, il Politecnico di Milano sede di Cremona ha regalato questa mattina, martedì 22 gennaio, agli studenti una lezione speciale con un docente speciale: il professore cremonese Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.  Il grande economista, tramite l’analisi del suo libro ‘I sette peccati capitali’, ha esaminato le criticità del nostro Paese e le motivazioni per cui l’economia italiana non cresce. L’iniziativa ha richiamato tantissimi partecipanti: i 250 posti dell’Aula Magna Maffezzoni si sono esauriti velocemente e ben 18 scuole, distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno chiesto di poter seguire l’intervento in video collegamento dal proprio istituto. I “sette peccati capitali” che bloccano il nostro Paese sono l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Sud e resto del Paese, la difficoltà a convivere con l’Euro. 

Questi peccati hanno origine lontana: negli anni ‘80 l’evasione fiscale era più alta rispetto ad oggi, ma la difficoltà a convivere con l’Euro ha fatto sì che gli effetti di questi peccati fossero più devastati; in Italia i costi di produzione sono aumentati di più rispetto ad altri Stati, quali ad esempio la Germania, e questo ha portato ad un aumento dei prezzi, ad una perdita di competitività e ad una diminuzione delle esportazioni che ha impoverito il Paese.

Secondo Cottarelli uscire dall’Euro potrebbe risolvere solo parzialmente i problemi che attualmente affliggono l’Italia.

Sicuramente perché l’Italia torni a crescere bisogna contrastare “i sette peccati capitali”, partendo come prima azione dalla riduzione della burocrazia. Ridurre la burocrazia infatti permetterebbe alle imprese di ridurre i costi, diventando più produttive e più competitive e l’Italia tornerebbe ad essere un Paese dove è più facile investire. 

«Come non bastano le antiche glorie a darci la grandezza presente, così non bastano i presenti difetti a toglierci la grandezza futura, se sappiamo volere, se vogliamo sinceramente rinnovarci», con questa citazione di Piero Gobetti del 1918 Cottarelli ha concluso la conferenza lanciando un messaggio di speranza per gli italiani. 

A valle dell’incontro, l’economista cremonese si è reso disponibile a rispondere alle numerose domande che sono arrivate sia dal pubblico in sala, che ha seguito l’evento con grande attenzione e partecipazione, sia dalle scuole che hanno assistito in video collegamento alla conferenza.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Elio

    Certo che con tutti gli economisti italiani che abbiamo proprio lui che bene o male e’ sempre stato a favore dell’austerity,in parte di recebte criticata anche dall’europa,e diciamo che non e’ proprio a favore delle politiche governative,poi la sua carriera politica puo’ non essere necessariamente finita e tutti quesri fattori non mi danno una grande garanzia di liberta’ di pensiero. Avrei preferito che l’uninersita’ invitasse economisti meno esposti politicamente

  • Guernelli Emanuele

    Ma chi lo definsce “grande economista”? voi giornalai o lui stesso?