Cronaca
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Edicole in crisi: con la stazione sono sei quelle che hanno chiuso in città

L’ultima in ordine di tempo è quella della stazione: l’edicola ha chiuso poco prima di Natale, come lo stesso titolare, prossimo alla pensione, aveva annunciato qualche mese prima auspicando che qualcuno gli subentrasse. Un destino amaro, quello dei locali rimasti ancora una volta vuoti, proprio accanto all’ex bar della stazione, anch’esso svuotato e trasferito di fianco alla biglietteria. l’edicola della stazione no era solo rivendita di libri e giornali, ma anche di generi alimentari e biglietti Atm, ma la varietà dell’offerta non è bastata a rendere appetibile il subentro. E’ la stessa sorte toccata di recente all’edicola di via Ghinaglia, a quella di piazza Migliavacca in zona Cascinetto, e poi in corso Garibaldi di fronte a S. Agata; da più tempo ancora è deserto il chiosco di via Baldesio sotto i portici della Camera di Commercio, mentre è stato addirittura rimosso quello di piazza Libertà.

Una dinamica che caratterizza tutta Italia e che a Cremona è arrivata un po’ in coda a quanto stava accadendo nei comuni più piccoli della provincia, dove la crisi della carta stampata ha fatto chiudere tanti punti vendita ormai da parecchio tempo. “I motivi sono molti – spiega Barbara Canesi, titolare dell’agenzia di diffusione che distribuisce i giornali sul cremonese e lodigiano – e sono legati alla crisi generalizzata che ha colpito tanti settore economici, ma anche alla scarsa attitudine alla lettura, soprattutto tra le giovani generazioni, cosa che si riscontra anche per i libri. E poi ci sono i motivi famigliari, edicolanti che lasciano per motivi di età”. Il problema è che sono in pochi a subentrare. “Certo, per i motivi che abbiamo detto ma anche forse per le cifre che vengono richieste.  Direi invece che la grande diffusione dell’on-line non abbia particolari responsabilità nella crisi della lettura”. Forse la grande distribuzione, quindi i supermercati, hanno fagocitato tanti edicolanti (al CremonaDue di Gadesco ha chiuso l’edicola in galleria)? “Il canale di vendita della grande distribuzione è nettamente diverso da quello tradizionale. Manca il rapporto diretto tra edicolante e cliente e c’è una minore varietà di offerta. No, credo proprio che alla base delle chiusure di tante edicole stia il fatto che la gente legge poco. Alcuni prodotti però non conoscono mai crisi: gli album di figurine, ad esempio, che continuano a piacere, sia ai bambini perchè sono una sorta di regalo diluito nel tempo, sia ai genitori, che devono sborsare poco a poco,  a differenza di altri giochi”.

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