Cronaca
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E' morto a 89 anni Francesco Bissolotti, uno dei grandi liutai cremonesi

Aveva partecipato alla prima edizione di Quark di Piero Angela su come nascono i violini  e aveva prestato le sue mani ad Anthony Quinn che interpretava Stradivari nell’omonimo sceneggiato girato a Cremona. E’ morto all’età di 89 anni il maestro liutaio Francesco Maria Bissolotti, nome illustre della liuteria cremonese e mondiale, con bottega in piazza San Paolo (mentre un tempo stava in via Milazzo), dove lavorano i quattro figli Marco Vinicio, Maurizio, Vincenzo e Tiziano.

Liutaio di fiducia di grandi artisti come Salvatore Accardo, Bissolotti era ricoverato all’Hospice dell’ospedale. Aveva iniziato come intagliatore ed intarsiatore e solo in un secondo tempo si era avvicinato all’arte della liuteria, diventando anche un ottimo violinista dilettante.

Nel 1957 si iscrive alla Scuola di Liuteria di Cremona, che frequenta per quattro anni diplomandosi nel 1961. E’ allievo del maestro liutaio Pietro Sgarabotto, dal quale apprende pienamente la lezione liutaria. Sicuramente la liuteria di Sgarabotto non è mai stata troppo morbida e raffinata, ma è oltremodo forte, decisa e di grande personalità.

Con Pietro Sgarabotto, Bissolotti mantiene un ottimo rapporto di amicizia e di stima che si interrompe soltanto nel 1990, anno della morte del suo vecchio maestro. Sempre in quei primissimi anni ’60, i liutai milanesi Giuseppe Ornati e Ferdinando Garimberti tengono a turno un corso di restauro presso la Scuola di Liuteria.  Aver seguito il loro corso è sempre stato considerato da Bissolotti una grande fortuna e un’ottima occasione di apprendimento. Egli ricorda con affetto i due vecchi liutai. Ma non si può capire l’evoluzione stilistica e liutaria di Bissolotti se non si conosce a fondo il suo rapporto con il grande liutaio e restauratore italo-americano Simone Fernando Sacconi. Bissolotti lo incontra la prima volta nel 1958, presso la Scuola Internazionale di Liuteria, scuola che il grande esperto, di passaggio in Italia, aveva voluto visitare; era la stessa scuola che gli era stato chiesto di dirigere nel 1937, cosa a cui lui aveva a malincuore rinunciato.

Questo incontro è fondamentale per la crescita liutaria di Bissolotti il quale, avendo da subito compreso di trovarsi di fronte ad un uomo ed artigiano eccezionale, si pone volentieri sotto la guida e dal 1962 al 1972 perfeziona così il suo lavoro, avvicinandosi sempre di più ai misteri dell’antica liuteria cremonese. Apprende così la tecnica costruttiva della forma interna, di cui Sacconi, che da tempo ne aveva attuato il recupero, gli svela tutti i segreti. Bissolotti compie così un viaggio nelle tecniche del passato per potersi sempre più proiettare nel futuro della moderna liuteria cremonese.

AGGIORNAMENTO – La Cna di Cremona ricorda Bissolotti come uno “tra i più alti e significativi rappresentanti della cultura artigiana del tempo, un’eccellenza nella sua azione di rilancio della Liuteria Cremonese, e lo ha premiato nel 2003 nell’ambito dell’assemblea annuale della Cna di Cremona come simbolo della fedeltà, della creatività e della qualità del lavoro artigiano.

Era, infatti, il decano dei liutai cremonesi e la sua storia si è dipanata per gran parte del Novecento in un crescendo di eccellenti risultati professionali e popolarità per il suo laboratorio dove sono cresciuti i quattro figli Marco Vinicio, Maurizio, Vincenzo e Tiziano.

Sicuramente uno dei più grandi Liutai Italiani che hanno onorato Cremona la città dove ha svolto la sua attività i cui strumenti sono conosciuti in tutto il mondo Era diventato liutaio dopo aver approfondito le tecniche dell’ebanisteria e dell’intarsio nonché quelle della scultura. Poi il grande successo come liutaio e l’impegno, per quasi trent’anni, come docente della scuola di liuteria di Cremona. Hanno utilizzato i suoi violini musicisti del calibro di Uto Ughi, Salvatore Accardo, Kim Kaskashan”.

BIOGRAFIA – Bissolotti nel 1957 si iscrive alla Scuola di Liuteria di Cremona, che frequenta per quattro anni diplomandosi nel 1961.Nel 1973 fonda con altri liutai l’Aclap (Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti) associazione che aderiva alla Cna e che aveva come obiettivo la valorizzazione del processo costruttivo degli strumenti ad arco secondo il sistema classico cremonese.
Come non ricordarlo nella splendida prima di Quark di Piero Angela su come nascono i violini, e chi non lo ricorda per aver prestato le sue mani ad Anthony Quinn che interpretava Stradivari nell’omonimo sceneggiato girato a Cremona?
Bissolotti mantiene un ottimo rapporto prima come allievo e poi come amico , con il maestro liutaio Pietro Sgarabotto di cui ha avuto sempre profonda stima fino alla sua scomparsa nel 1990.
Nel suo percorso di apprendimento e specializzazione hanno avuto un grande ruolo i corsi di restauro compiuti con i liutai milanesi Giuseppe Ornati e Ferdinando Garimberti .
Ma Bissolotti ha avuto il suo apice formativo nel rapporto intrattenuto con il grande liutaio e restauratore italo-americano Simone Fernando Sacconi: un incontro fondamentale per la crescita liutaria di Bissolotti il quale, avendo da subito compreso di trovarsi di fronte ad un uomo ed un artigiano eccezionale, perfeziona, dal 1962 al 1972, il suo lavoro, avvicinandosi sempre di più ai misteri dell’antica liuteria cremonese.
Apprende e sviluppa così la tecnica costruttiva della forma interna, di cui Sacconi, che da tempo ne aveva attuato il recupero, gli aveva svelato tutti i segreti.
Bissolotti è da considerarsi l’artefice del più grande e meraviglioso viaggio nelle tecniche della liuteria del passato; un viaggio che gli ha consentito di proiettare il saper fare artigiano del liutaio nel futuro della moderna liuteria cremonese.

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