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Centro di aiuto alla
vita: oltre 300
richieste di sostegno

Sono circa 300 le situazioni di cui si occupa il Centro di aiuto alla Vita di Cremona, un centinaio nuove ogni anno, e altre 40 quelle di Casalmaggiore (un centinaio in tutto quelle assistite nel corso degli anni): questi i numeri riportati dal sito della Diocesi, in vista della 41ª Giornata Nazionale per la vita, il 3 febbraio. Il numero che meglio di tutti però rappresenta il cuore dell’impegno quotidiano dei volontari è quello delle vite salvate: anche quest’anno 8 bimbi sono salvati dalla prospettiva di una interruzione di gravidanza. I numeri del Cav negli anni sono diminuito notevolmente, anche per l’impatto degli aborti farmaceutici.

Nella città di Cremona – fa sapere il sito della Diocesi – i centri di aiuto alla vita sono due: all’ospedale, al settimo piano, dove i volontari accolgono i dubbi delle mamme nei giorni in cui c’è l’accettazione per possibili pratiche abortive; in via Milano, vicino al Seminario, c’è spazio per il centro d’ascolto e per raccogliere tutto il materiale che serve per accompagnare la crescita dei bimbi nei loro primi tre anni di vita.

Alle porte del Cav bussano donne sole, abbandonate dal partner o dalla famiglia di orgine, giovani coinvolte in relazioni anomale o irregolari, cittadine immigrate senza assistenza sanitaria, famiglie senza lavoro o monoparentali con redditi insufficienti al mantenimento di un figlio, persone con difficoltà intellettive, donne vittime di maltrattamenti e violenze. Tutte trovano la comprensione e l’accoglienza dei volontari che attraverso la rete solidale cresciuta attorno al Centro offrono aiuti materiali (quest’anno sono stati distribuiti 140 pacchi di indumenti, alimenti per la prima infanzia, pannolini, carrozzelle, lettini…) ma anche un affiancamento specifico attraverso la collaborazione di consulente etico e di specialisti (medici, legali, assistenti sociali, picologi…) raggiunti attraverso i consultori Ucipem di Viadana e di Cremona.

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