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Orari ridotti delle cancellerie,
proclamato lo stato di
agitazione dei penalisti

Gli avvocati aderenti alla Camera Penale di Cremona e Crema sono ufficialmente in stato di agitazione. Lo ha deliberato questa mattina all’unanimità il consiglio direttivo, “riservando ogni ulteriore determinazione all’esito dell’incontro che si avrà con il presidente del tribunale Anna di Martino il prossimo 12 febbraio”. Con questa decisione, come già anticipato ieri dall’avvocato Alessio Romanelli, presidente della Camera Penale di Cremona e Crema, i penalisti intendono manifestare la propria “ferma e totale contrarietà” al provvedimento adottato sulla riduzione dell’orario delle cancellerie ed “evidenziare nuovamente la situazione di estrema gravità in cui versano gli uffici giudiziari del tribunale di Cremona”. Per il momento è stato di agitazione, ma gli avvocati non escludono di prendere in considerazione altre iniziative, tra cui l’astensione dalle udienze. E’ dunque scontro aperto sulla decisione presa dalla presidente di Martino il 31 gennaio scorso e comunicata venerdì all’Ordine degli avvocati di tenere aperte le cancellerie civili e penali solo un’ora: dalle 11 alle 12. Tutto questo a causa della drammatica carenza di organico di cui il tribunale soffre ormai da tempo.
“Una situazione di estrema gravità nota da anni e che ha ormai assunto i caratteri della cronicità”, si legge nella delibera del consiglio direttivo. Un problema che negli anni, come hanno fatto notare i penalisti, è stato più volte denunciato dalla Camera Penale sia con segnalazioni indirizzate agli stessi uffici, sia con una lettera inviata al ministro della Giustizia Andrea Orlando il 5 giugno del 2015. Per i penalisti, “la situazione non può evidentemente essere risolta con il ricorso a provvedimenti emergenziali, privi di termine, assunti senza previo confronto con l’avvocatura, già sperimentati in passato ed inutili al raggiungimento dello scopo, bensì con opportuni interventi sistematici e strutturali”. “Detti problemi organizzativi”, si legge nella delibera, “non possono e non debbono tradursi in una ulteriore limitazione all’accesso agli uffici giudiziari del tribunale per gli utenti, cittadini e avvocati”, senza contare “che la ulteriore riduzione dell’orario di accesso alle cancellerie, peraltro già da tempo estremamente limitato, incide anche sul diritto al pieno svolgimento delle attività difensive”. In relazione all’iniziativa annunciata dagli aderenti alla Camera Penale, la presidenza del tribunale in una nota stampa ha comunicato che, “fermi i presupposti giustificativi del provvedimento di riduzione dell’orario di apertura al pubblico delle cancellerie, del quale non ignora i disagi per gli avvocati e l’utenza non qualificata, si provvederà ad una rivisitazione dello stesso all’atto dell’applicazione di altro personale amministrativo, per cui è in corso la correlativa procedura”. La presidente di Martino, in attesa dell’incontro del 12 febbraio, ha auspicato “interventi ai più alti livelli istituzionali da parte della locale Avvocatura per sollecitare risposte alle accresciute criticità delle cancellerie del tribunale”.

Sara Pizzorni

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