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Berliner Philharmoniker,
travolgente debutto per
i Concerti all'Auditorium

Metti i dieci violini e il pianoforte dell’orchestra più famosa del mondo, metti un programma popolare che spazia dal tango, al valzer, alle più famose romanze operistiche, metti un auditorium dove il suono ti penetra e sembra di sentirlo in stereofonia. Ecco spiegato come sia possibile che nella serata della finale di Sanremo che da 70anni tiene inchiodati al televisore quasi tutti gli italiani, accada il miracolo di fare sold out per un concerto di musica classica al Museo del Violino. Gli ingredienti del successo c’erano davvero tutti per questa prima serata dei “Concerti all’Auditorium” e l’entusiasmo del pubblico durante l’esibizione dei Violini dei Berliner Philharmoniker lo ha ampiamente dimostrato. La partenza è con il “Tango for Pachebel”, incalzato da una esibizione strepitosa dell’Ouverture da “Il Pipistrello” di Strauss. Poi i tre pezzi di Astor Piazzolla Primavera Portena, Oblivion e Libertango per chiudere con le “Danze Ungheresi” di Brahms. Una prima parte straordinaria, con l’offerta di sentire i brani solo nella sonorità pura di dieci violini suonati da altrettanti grandi maestri con l’eccezione di un pianoforte che aveva il compito di accompagnare e fare da controcanto alle corde. Poi la seconda parte con Opera Suite di Giacomo Puccini con le arie della Bohème “cantate” dai violini (appunto lo strumento che più si avvicina alla voce umana). Poi la Suite dallo Schiaccianoci di Ciaikovskij per chiudere con la Carmen Suite di Bizet arrangiata in maniera sublime. Poi i bis e l’arrivederci al prossimo appuntamento in Auditorium con Alessandro Quarta e il suo quintetto nell’omaggio ad Astor Piazzolla.

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