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Comune-Confesercenti,
incontro su Gaspardo: 'No
a nuove Gdo, sono obsolete'

Soddisfazione da parte di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona, per l’incontro avuto oggi pomeriggio con con l’amministrazione comunale per discutere del futuro dell’area Gaspardo, per la quale l’attuale proprietà ha richiesto il cambio di destinazione d’uso con conseguente trasformazione da area produttiva ad area commerciale e il rischio concreto che possa in futuro insediarsi una struttura di grandi dimensioni di vendita (o più medie strutture) proprio alle porte della città e in concorrenza diretta con il centro storico. All’incontro erano presenti il presidente Agostino Boschiroli, il direttore Giorgio Bonoli, il vicesindaco Maura Ruggeri, l’assessore all’area vasta Andrea Virgilio e l’assessore al commercio Barbara Manfredini.

“Senza entrare nel merito delle scelte imprenditoriali dell’azienda – spiega Boschiroli – l’incontro è servito per riaffermare agli amministratori la nostra preoccupazione circa il cambio di destinazione d’uso dell’area e per rivendicare la nostra presenza ai tavoli qualora la situazione passasse da teorica a pratica. Infatti, sebbene al momento non ci sia alcuna certezza – come ci hanno assicurato gli amministratori comunali – il nostro dovere è quello di vigilare e di pretendere di essere presenti come parti sociali ad un eventuale confronto con l’azienda. La nostra posizione non cambia: siamo contrari alla concessione edilizia per una nuova grande distribuzione organizzata in quell’area già abbastanza satura con il rischio di spostare pericolosamente il baricentro del commercio dal centro alla periferia. A questo ci opporremo con ogni arma a nostra disposizione legale, sindacale, associativa. Volevamo fare chiarezza anche perchè la ridda di voci che si è scatenata in questi mesi può avere conseguenze pensanti scoraggiando magari chi vorrebbe avviare ed aprire attività commerciali in centro”.

“E’ stato un incontro franco e chiarificatore – concorda il direttore Bonoli – L’amministrazione mi sembra abbia messo in campo un iter in grado di evitare brutte sorprese in futuro con una serie di misure di tutela stringenti, ma non per questo smetteremo di vigilare. Anzi, anche oggi abbiamo ribadito la nostra posizione con un secco no all’apertura di una nuova grande area commerciale in netta concorrenza con il centro storico”.

Confesercenti è forte anche dell’esperienza negativa di Brescia, dove il centro commerciale Elnos ha causato un forte ridimensionamento delle altre attività commerciali in zona. “Quando vengono promesse compensazioni al piccolo commercio e ai Comuni, in cambio del via libera a questi colossi del commercio, è già il segno che per i piccoli ci saranno problemi”, aggiunge Boschiroli. Citando appunto il caso della GDO alle porte del capoluogo lombardo che aveva ottenuto il via libera dei comuni limitrofi di Travagliato, Torbole Casaglia e Castel Mella in cambio di monetizzazioni.

“Pensavano forse –  ha dichiarato il d.g. di Confesercenti Alessio Merigo – che con un’ipotizzata ridistribuzione di 800mila euro e la vaga promessa di assunzione di personale residente sul territorio si potessero risolvere tutti i problemi? Oggi il risultato è davanti agli occhi di tutti: un fortissimo ridimensionamento dei negozi dell’area circostante; molti hanno chiuso e moltissimi hanno dovuto ridurre la loro attività, proprio in gran parte dei Comuni che pensavano di risolvere il problema con la monetizzazione dell’opera”.

L’area in cui insorge Elnòs resta, di fatto, una delle zone a più alta densità commerciale per mille abitanti d’Italia, con punte addirittura a livello europeo. “Nuove aree commerciali – conclude Boschiroli – di queste dimensioni sono ormai anacronistiche, come lo sarebbe quella che potrebbe sorgere sull’area Gaspardo. Fra qualche anno ci sarà il problema di come riconvertire queste Cattedrali nel deserto, visto che la abitudini di consumo stanno cambiando, le giovani generazioni tendono ad usare meno l’auto e colossi come Carrefour stanno privilegiando piccole – medie superfici nei centri storici”.

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