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Studio epidemiologico
dell'Ats, aggiornamenti
per quattro comuni

La sede dell'Ats in via S. Sebastiano (ex Asl)

Lo stato di avanzamento del percorso inerente lo studio epidemiologico è stato al centro dell’incontro che si è svolto venerdì scorso tra i rappresentanti del Comune capoluogo, dei Comuni circostanti e di ATS Val Padana. Per il Comune di Cremona era presente l’Assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, affiancata da Mara Pesaro, dirigente del Settore Area Omogenea e Ambiente, per il Comune di Spinadesco il Sindaco Roberto Lazzari, per Sesto ed Uniti il Vice Sindaco Claudio Resemini, per il Comune di Bonemerse il Sindaco Oreste Bini e per ATS Val Padana il Direttore Generale Salvatore Mannino, Paolo Ricci, Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico, Marco Villa, Direttore dei Sistemi Informativi e Controllo Direzionale, e Caterina Silocchi, Dirigente dell’Unità Operativa Ambiente e Salute.
“Gli amministratori dei vari Comuni interessati – si legge in un comunicato stampa del Comune –  avevano chiesto ai vertici dell’ATS di illustrare lo stato di avanzamento dell’indagine epidemiologica nel territorio cremonese. Tale richiesta avviene a seguito di un’audizione avvenuta al riguardo lo scorso 16 gennaio, in Consiglio regionale, del Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico.
I rappresentanti dell’ATS hanno dichiarato che lo studio è nella sua prima fase di attuazione con la stesura del protocollo tecnico-scientifico dello studio in fase di perfezionamento, che ha visto il coinvolgimento anche di due esperti riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, con la mappatura e la caratterizzazione delle fonti emittenti dei contaminanti aereodispersi di interesse, di origine industriale e da traffico; l’analisi di back-ground dello stato di salute della popolazione residente nell’area di presunta ricaduta dei contaminanti, l’individuazione nominativa dei soggetti di cui è necessario ricostruire lo storico abitativo, un primo confronto con ARPA Lombardia sulla disponibilità di dati ambientali utili allo studio e alla costruzione del modello di ricaduta dei contaminanti. Tutti i convenuti hanno auspicato la necessità di predisporre un protocollo d’intesa in cui saranno indicati le tempistiche, le modalità e i luoghi di confronto, oltre le fasi intermedie di restituzione, nonché il coinvolgimento dei cittadini, di altri enti e di soggetti privati.

Al momento nessun Comune è in possesso di altri dati se non quelli già presentati e resi pubblici dalla stessa ATS che riguardano i profili di salute dei cittadini e che non sono quelli dello studio epidemiologico vero e proprio che si propone di valutare l’associazione causale tra alcuni indicatori di salute suggeriti dalla letteratura scientifica e l’inquinamento ambientale, secondo una tempistica in fase di definizione”.

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