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Disabilità: il centro diurno di
via Mincio passa da Cremona
Solidale a Fondazione Sospiro

Passerà in capo a Fondazione Sospiro, uno dei più grandi istituti per anziani e disabili della Lombardia, la gestione del centro diurno disabili di via Mincio, uno dei tre (l’altro in via Platani, l’altro in via Tofane) che Cremona Solidale amministra mediante affidamento a cooperative (in questi casi la Società Dolce). E’ una delle novità emerse nell’aggiornamento del Piano programma 2019 approvato dal consiglio di amministrazione di Cremona Solidale e presentato la scorsa settimana in commissione welfare. Questo potrebbe essere il primo passo verso una graduale uscita di scena dell’azienda Cremona Solidale dal settore disabilità, visto che anche gli altri due CDD (un tempo CSE, centri socio educativi) e la comunità per disabili gravi attualmente in via Cattaro, transiteranno alla società che risulterà vincitrice della procedura aperta (finanza di progetto) per l’individuazione di un soggetto che provveda sia alla ristrutturazione degli immobili sia alla gestione dei servizi.

Dunque si amplia il raggio di azione di Fondazione Sospiro a Cremona, che con l’azienda Cremona Solidale ha in essere da alcuni anni un rapporto per la gestione di 40 posti letto nella palazzina Mainardi (Rsa, destinati ad anziani non autosufficenti). Questi verranno mantenuti, ma contemporaneamente, appunto, la Fondazione acquisirà la gestione del CDD di via Mincio.

Cremona Solidale concentrerà sempre più la sua attività nella cura ed assistenza degli anziani. Come si legge nel Piano Programma e nel contratto di servizio che verrà stipulato con il Comune: “con l’obiettivo di riposizionare l’Azienda sull’offerta socio-sanitaria (residenziale e non) dedicata alla popolazione anziana”. Una piccola rivoluzione nel campo delle attività gestite dall’azienda speciale comunale, che da quando è stata costituita ha sempre avuto in carico l’intero pacchetto dei servizi socio sanitari e assistenziali.

Il Comune chiede infatti alla propria azienda “l’implementazione delle prestazioni nell’ottica di garantire la continuità assistenziale nella presa in carico del cittadino anziano e a garantire il migliore coordinamento degli interventi”, differenziati in base ai bisogni (servizi territoriali, semi-residenziali, residenziali leggeri e residenziali con un più elevato carico assistenziale). Inoltre, “valutata positivamente la sperimentazione realizzata nel biennio 2017/2018 sul complesso di via XI Febbraio (welfare di comunità; protocollo operativo con Fondazione Città di Cremona e Comune), si chiede all’Azienda di implementare attività/interventi funzionali al consolidamento dei risultati raggiunti (gestione delle domande di ingresso negli appartamenti di Casa Barbieri e Casa Raspagliesi; presidio sociale del complesso abitativo e di quartiere) e valutare la possibilità di applicare lo stesso modello per la gestione dell’assegnazione degli alloggi del complesso di Casa Elisa Maria, attualmente gestiti dal Comune”.

 

 

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