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Juvi e università Cattolica
insieme per spiegare
il management sportivo

Erano una ventina gli studenti del terzo anno del Laboratorio di management della facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Cremona, presenti nei giorni scorsi alla lezione organizzata dal professor Daniele Ghezzi (docente di Business Planning) alla palestra della scuola “Sacra Famiglia” per una lezione dedicata alla società di basket Juvi Cremona Ferraroni. Presenti per l’occasione il responsabile marketing della società, Emanuele Porcacchia, e il coach Gigi Brotto che, a vario titolo, hanno risposto alle domande degli studenti che saranno i manager di domani.
“Le mie lezioni – ha spiegato il professor Ghezzi – si tengono spesso fuori dalle aule perché ritengo indispensabile per i ragazzi il contatto diretto con le società, con le aziende che, in questo modo, possono raccontarsi senza intermediazione, dando una dimostrazione concreta della realtà che esse vivono quotidianamente sul mercato”.
Gestire un’azienda non è infatti così diverso dall’allenare una squadra: vanno fissati gli obiettivi e si deve cercare di far collaborare tutti affinché i risultati possano essere raggiunti, che si tratti di un canestro o di una partita o di un prodotto da piazzare con successo sul mercato, poco importa.Il lavoro gomito a gomito è indispensabile così come la capacità di guidare il gruppo verso un obiettivo condiviso gestendo al meglio le dinamiche che all’interno di un team vengono a crearsi nel bene e nel male” ha concluso Grezzi.
A Porcacchia è toccato poi il compito di illustrare come la società Juvi è attualmente organizzata e come passione e impegno hanno permesso alla Ferraroni di risalire in quattro anni altrettante categorie giungendo ora, con successo, a disputare il campionato di serie B di basket. «Quattro promozioni consecutive – ha aggiunto – non si improvvisano e richiedono un costante adattamento alle nuove realtà. Ora siamo in un campionato semiprofessionistico con tutto quanto comporta a livello aziendale e di organizzazione interna. Dietro ad un campo, ad una palestra, ad una squadra c’è infatti un oscuro lavoro burocratico che non si vede ma senza il quale nulla sarebbe possibile. Certo, oggi, diversamente dal passato, le aziende private che sponsorizzano le squadre (senza le quali i costi sarebbero insostenibili) sono difficili da individuare, ma è anche vero che una gestione accorta e moderna della società rende meno difficile l’impresa” ha concluso Porcacchia.
“Leadership e gioco di squadra – ha poi spiegato agli studenti il coach Brotto – sono elementi indispensabili al raggiungimento del successo che vanno coniugati al meglio perché, se è vero che un allenatore di basket deve portare sostanzialmente i giocatori a tirare a canestro, è anche vero che questo indispensabile obiettivo non può essere disgiunto da una serie di altri fattori, anche umani oltre che tecnici, ineludibili”.

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