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Medaglia d'oro a Gino Ruggeri
Il sindaco: 'La città non poteva
mancare nel processo Tamoil'

Ultimo consiglio comunale oggi pomeriggio, con l’approvazione del rendiconto di gestione per il 2018 e relatici allegati. A tenere banco, alle 17, è stata la cerimonia di consegna della medaglia d’oro Città di Cremona a Gino Ruggeri, esponente radicale, per la sua costituzione di parte civile, al posto dell’ente Comune, nel processo Tamoil conclusosi con il riconoscimento del reato di disastro ambientale colposo aggravato. Il milione di euro di provvisionale giunto delle casse del Comune grazie a questa azione legale è stato vincolato ad operazioni di ripristino ambientale.

La Presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali ha accennato allo straordinario valore civico e coraggio dimostrati da Gino Ruggeri nel costituirsi a favore della comunità cremonese nel processo sulla vicenda Tamoil. “Non poteva finire in modo migliore questa consiliatura – ha aggiunto la Pasquali – con un riconoscimento così alto. La ringrazio di cuore, ringrazio i promotori della candidatura ed il Sindaco per averla accolta e proposta e naturalmente i consiglieri tutti per la successiva approvazione”.

A seguire ha preso la parola il Sindaco Gianluca Galimberti: “Una città è posta davanti a scelte complesse che devono tenere conto di molti fattori da tenere insieme in un equilibrio sapiente, questioni che a volte sono divergenti. In quel caso ambiente e lavoro furono le due grandi questioni da contemperare, e spesso il nostro paese è stato di fronte a questo dilemma. Che siano temi delicatissimi è certo: quando diciamo lavoro diciamo famiglie e uomini e donne e futuro e quando diciamo ambiente parliamo di salute e di prospettive di crescita e quindi ancora una volta di futuro. La classe dirigente fece una scelta che cercava di tenere conto di quell’equilibrio delicato ottenendo anche risultati e io certamente lo riconosco. E riconosco anche quella fatica che tutti fecero allora, la fatica della ricerca di quell’equilibrio che aveva come obiettivo una risposta ai lavoratori e la possibilità di rimediare il più possibili a danni fatti in tanti anni precedenti. Ma come spesso capita, non tutti i risultati furono ottenuti. Successivamente emerse ciò che mancava a quell’equilibrio: la non costituzione a parte civile nel processo. E si aprì dunque una lacuna. Lacuna la definisco, perché non poteva mancare la città in quel processo”.

“Allora – ha proseguito il Sindaco – vorrei ora ragionare con voi su che cosa è accaduto, provando a rispondere a questa domanda: quando una città è matura? quando una democrazia è matura? Quando la sua classe dirigente si allarga a tutta la cittadinanza, quando i cittadini sanno interpretare un ruolo attivo e, di fronte a situazioni complesse per raggiungere quell’equilibrio di cui parlavamo prima, sanno colmare lacune e aiutare a ottenere un equilibrio, il migliore possibile. Ecco Gino Ruggeri. Il cittadino Gino Ruggeri, e penso che questa definizione di se stesso non sia scontata. Oggi noi questo celebriamo e riconosciamo: l’assunzione di responsabilità di un cittadino che interpreta così il suo ruolo di protagonista, che tiene saldo l’edificio della democrazia assumendo un ruolo di classe dirigente allargata”.

“In un periodo così difficile in cui il tratto è l’individualismo continua ad attaccare la consistenza stessa del tessuto comunitario e della vita democratica, oggi noi diciamo che ci sono esempi che raccontano un’altra storia. Quella di chi dice: mi riguarda, mi impegno, per il bene comune e per il bene di tutti vale la pena spendersi anche assumendo responsabilità personali. Ma diciamo anche un’altra cosa: incontrai nel 2015 il cittadino Ruggeri quando decidemmo come Amministrazione di costituirci al suo posto come parte civile. Allora non riconobbi soltanto il gesto e il suo significato, ma anche lo stile, direi di mitezza. Vogliamo raccontare questa storia perché sia di esempio e certamente ci sprona a continuare ad vivere appieno il nostro dovere di cittadini, qualunque sia il nostro ruolo, per perseguire il bene comune e rendere salda la nostra democrazia”, ha aggiunto il Sindaco che ha così concluso il suo intervento: “Quante saranno le decisioni che abbiamo davanti che richiederanno attenzione all’ambiente e al lavoro e alla salute contemporaneamente. La politica dovrà sempre cercare di assumerle al meglio ma lo farà sempre se aiutata da tutti questi cittadini, classe dirigente allargata anche loro. Grazie a tutti coloro che ci hanno fatto questa proposta, Agostino Melega come portavoce”.

Emozionato, Gino Ruggeri, parlando a braccio, ha dichiarato innanzitutto di volere condividere l’alto riconoscimento conferitogli con tutti coloro che lo hanno sostenuto in tutte le fasi di una lunga e complessa vicenda che ancora non si è conclusa. Un riconoscimento molto importante, ha sottolineato Ruggeri, perché grazie ad esso rimarrà nella memoria dei cittadini cremonesi e non solo quanto avvenuto: la testimonianza di un’azione civica e non violenta messa in atto non per contrapporsi alle istituzioni, ma per dare un aiuto a sostegno della democrazia e, nel caso specifico, al rispetto dell’ambiente nel quale viviamo e della salute dei cittadini. Dopo avere citato l’antesignano di queste azioni, Marco Pannella, Gino Ruggeri ha infine auspicato che la Medaglia d’oro Città di Cremona, che il Consiglio comunale ha deciso di assegnargli, sia lo stimolo per i futuri amministratori a mantenere sempre alta l’attenzione sugli avvenimenti che lo hanno visto scendere in campo.

Accompagnata da un fragoroso applauso è avvenuta quindi la consegna dell’alto riconoscimento da parte del Sindaco accompagnato dal diploma che reca la seguente motivazione:

Quale riconoscimento dell’alto valore civico e morale dell’avvio, con la sua azione nel primo grado del processo penale, che si è concluso con il giudizio di legittimità davanti la Suprema Corte di Cassazione lo scorso 25 settembre con il definitivo riconoscimento a favore del Comune di Cremona, del diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti da quantificarsi in separato processo civile e di una provvisionale di un milione di euro, nonché della testimonianza a difesa della comunità cremonese per la salvaguardia dei diritti della collettività e il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.

La medaglia riproduce davanti l’antica e prima versione dello stemma del Comune di Cremona, accompagnato dalla scritta Communitas Cremonae e dal motto Fortitudo mea in brachio. Sul retro, la scritta Cittadino Benemerito con la data di approvazione del conferimento dell’onorificenza ed al centro il nome e cognome dell’insignito.

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