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Gli affari tra Cremona e il
Brasile valgono 40 milioni, ma
si sono dimezzati in un anno

In un anno, l’interscambio tra la provincia di Cremona e il Brasile si è dimezzato, secondo quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia su dati Istat. In particolare, l’interscambio con il paese sudamericano è sceso del 50,1%, passando da 80.682.026 euro del 2017 a 40.242.857 euro dello scorso anno. A crollare, è soprattutto l’import (-68,8% in dodici mesi), mentre si registra una contrazione, seppur minore, anche dell’export (-13,1%).

Cremona passa così dall’essere la sesta provincia lombarda ad essere la decima per volume d’affari con il Brasile. Per quanto riguarda l’import, inoltre, nel 2017 il nostro territorio si attestava come il terzo in Lombardia, ma diventato sesto per quanto riguarda lo scorso anno. Ottava piazza regionale nel 2017, invece, per quanto riguarda l’export, diventata nona un anno dopo.

In generale, in ogni caso, circa la metà delle province lombarde (cinque, ndr) fa registrare una frenata degli affari con il Paese sudamericano, anche se la contrazione maggiore (Cremona a parte) scavalca solo in un caso la soglia del 10% (-12,3% per Monza e Brianza). A crescere, in particolare è Varese (+60%), ma anche Sondrio (+35,3%) e Bergamo (+26,6%).

I rapporti con il Brasile valgono 1,5 miliardi per la Lombardia nel 2018, il 21% del totale italiano che è di 7,2 miliardi. Cresce l’interscambio regionale, +10% in un anno. Si tratta di mezzo miliardo di import (+4,7%) e 1 miliardo di export (+12,5%). La Lombardia è seguita in Italia da Piemonte ed (1,3 miliardi circa) e Veneto (958 milioni). Nell’import prevalgono: i prodotti alimentari, bevande e tabacco (22,3% del totale, +1,2%), metalli e prodotti in metallo (19,3%) e prodotti dell’agricoltura (12,6%, +56,4%). Nell’export vanno di più i macchinari con 301 milioni (28% del totale, +8,8%), i prodotti chimici con 194 milioni (18,1%) e i farmaceutici con 113 milioni (10,5%).

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Commenti
  • Mirko

    Notare che noi esportiamo macchinari e prodotti chimici e farmaceutici, per importare alimenti trattati e curati con il nostro chimico….perche in Brasile non valgono le leggi europee(molto restrittive) in pratica ci stiamo avvelenando da soli,bene molto bene, tanto vale suicidarci a casa nostra

    • Elio

      Esatto,e questo vale per un sacco di prodotti.