Cronaca
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Folla in piazza per il 25 aprile Galimberti: 'Vogliamo una democrazia che include tutti'

(foto Sessa)

AGGIORNAMENTO – Un corteo colorato e multiforme, bandiere e cori d’altri tempi ma ancora attuali: si presentava così, questa mattina, il corteo del 25 Aprile, partito dal piazzale antistante la chiesa di San Luca, aperto dal complesso Bandistico Città di Cremona, dalla storica bandiera tricolore, dai labari delle associazioni partigiane e dai gonfaloni del Comune e della Provincia. Presenti anche le autorità cittadine: il sindaco Gianluca Galimberti, il vice Maura Ruggeri, gli assessori Barbara Manfredini, Maurizio Manzi, Alessia Manfredini, Andrea Virgilio e Rosita Viola, il presidente del consiglio comunale Simona Pasquali, il presidente della Provincia Davide Viola. Presenti numerose sigle: Anpi, Partito Democratico, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Arci, le sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil, Legambiente, il Partito Comunista, nonché il sempre presenze “spezzone sociale”, con i rappresentanti del csa Dordoni.

Importante presidio da parte delle Forze dell’Ordine, che hanno garantito lo svolgimento sicuro della manifestazione. Ma il lavoro della polizia è iniziato già nelle prime ore della mattina, in quanto è stato necessario effettuare le opportune verifiche in merito ad alcune scritte anarchiche e striscioni, comparsi nottetempo in alcune zone della città.

Il corteo ha preso il via intorno alle 10.30, ha percorso corso Garibaldi, poi corso Campi, per svoltare quindi in piazza Stradivari e portarsi in piazza del Comune. Sul palco allestito sulla piazza si sono succeduti i rappresentanti istituzionali, per i saluti e le dichiarazioni di rito. “Il 25 aprile unisce la società” ha detto il sindaco Gianluca Galimberti, che con il consueto entusiasmo ha parlato alle persone presenti. “Abbiamo bisogno delle istituzioni e abbiamo bisogno che continuino a garantire la libertà. Perché uno Stato fondato sulla Costituzione è un inno alla libertà e alla democrazia”. Una democrazia che, secondo il primo cittadino, va ravvivata: “Bisogna trasformare una democrazia stanca in una democrazia viva, che include tutti, soprattutto chi sta ai margini della società”.

Laura Bosio

Fotoservizio Francesco Sessa

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