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Cremona in uno
sceneggiato della
NBC negli anni '60

di Marco Bragazzi
“Il mio violino è un vero Stradivari, sapete? Se non lo è ho buttato via centodieci dollari. La ragione per cui l’ho avuto così a poco è perché è uno dei pochi Stradivari fatti in Giappone”. Questa gag di inizio anni ’60 rappresentava una delle esilaranti battute del Re della commedia statunitense, Jack Benny, considerato tra i più grandi interpreti della vaudeville teatrale prima e della radio e televisione nel dopoguerra.

Ma Benny non raccontava tutta la verità al suo pubblico, il suo Stradivari era autentico e datato 1729, lui sapeva suonare il violino in maniera eccelsa ed era stato anche a Cremona proprio nella bottega del grande maestro liutaio. La data? Esattamente il 12 febbraio del 1965. In quella serata il numerosissimo pubblico, praticamente quasi tutti gli Stati Uniti erano davanti alla televisione per seguire “The Jack Benny Program”, si ritrovò a scoprire tra battute esilaranti “La storia di Stradivari” raccontata con ironia e comicità dal grande artista nativo di Chicago. In quella puntata Jack Benny e i suoi collaboratori indossarono abiti del XVIII secolo, parrucche e cappelli volutamente appariscenti e si trasferirono nella Cremona liutaia all’interno degli studi del broadcast televisivo NBC tra violini, pezzi di legno e attrezzi per l’intaglio.

Benny interpreta Antonio Stradivari con sagacia e ironia così come imponeva il suo enorme talento comico, ridere e far ridere era il leitmotiv della comunicazione statunitense di quegli anni. Il programma aveva un format definito da decenni, l’introduzione musicale fu affidata a Stuart Canin, violinista prodigio che già a 10 anni, prima della Seconda Guerra Mondiale, imperversava nelle radio statunitensi e che, come forse pochi sapranno, il 2 agosto 1945 appena diciannovenne, venne preso dalla sua unità dell’esercito e spedito a suonare per “solo quattro gatti” secondo il suo sergente, ma il suo ridotto pubblico era composto “soltanto” da Winston Churchill, Josef Stalin e Henry Truman impegnati famosa conferenza di Postdam.

Il ruolo di Canin era quello di stemperare le tensioni mentre i tre leader discutevano il futuro assetto del mondo, ruolo che avrebbe cambiato la storia della sua vita ma che, verosimilmente, avrebbe cambiato la vita di chiunque. Benny rassicura il pubblico sul fatto che Canin “è un po’ più bravo di me” con il violino, ma lega il suo spettacolo a quel maestro cremonese a cui lui doveva tanto, in quanto all’inizio della sua enorme carriera si esibiva come violinista e comico nei teatri in varie produzioni. Dai teatri nei sobborghi di Chicago, nelle case di tutti gli Stati Uniti fino al presidente Truman, sempre con il suo violino pronto a seguirlo in ogni spettacolo, Jack Benny era soprattutto questo, un famosissimo comico che duettava con il presidente degli Stati Uniti Henry Truman al piano ma che non rinnegava le sue profonde radici legate al violino e, una volta raggiunta la stabilità economica, al liutaio per eccellenza, Antonio Stradivari. Profondo conoscitore ed interprete della storia della comicità mai volgare ma strappa risate Jack Benny riuscì, nell’ultimo anno del suo show, a omaggiare Cremona e il suo Maestro, così come il suo collega ed amico Ole Olsen, anche lui cresciuto come violinista e diventato poi il famosissimo comico dello spettacolo Hellzapoppin’, pietra miliare della comicità statunitense.

Olsen scrisse in gioventù anche un tributo diretto alla città di Cremona con il brano “Cremona Man” e fu il precursore della corrente della comicità teatrale trasferita sugli schermi televisivi. Nella Cremona del 12 febbraio 1965 Jack Benny, verosimilmente, avrebbe desiderato poter far tornare indietro il tempo per trovarsi all’ombra del Torrazzo agli inizi del 1700 e raccontare qualche battuta a quel maestro liutaio che aveva saputo renderlo felice della sua scelta di vita, tra il violino e il suo pubblico.

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