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Liuteria, nel dibattito entra anche Anlai

Lettera scritta da CDN Anlai

Caro Direttore,

La campagna elettorale sta entrando nel vivo e il tema della liuteria appassiona giustamente i candidati.
Ringraziamo chi ha voluto sottolineare le “benemerenze” della nostra associazione – l’ ANLAI – ricordando anche il “gran rifiuto”   della città che ci costrinse ( o sarebbe forse meglio dire meglio ci diede la opportunità) di organizzare un concorso  – il decimo nazionale – al castello Sforzesco  di Milano cui sono seguiti quello internazionale al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, quindi altri a Villa Ginori di Sesto fiorentino ed altri, senza contare le manifestazioni organizzate anche all’estero (sino ad ora nel complesso ben 22 concorsi oltre a simposi, convegni, mostre, concerti).
Qualcuno inoltre  ha posto l’attenzione del suo programma elettorale alle “Corde dell’anima” dimenticando forse un altro elemento importante: realizzare grandi eventi è certamente utile ed importante, ma si dovrebbero sempre valutare anche i costi compatibili.
Ci consenta quindi di sottolineare le richieste formulate da alcuni liutai come quella di non consentire più la facile apertura di nuove botteghe di liuteria (e non si comprende perché allora non proporre di non sfornare più ogni anno da parte dalla Scuola di Liuteria una ventina di nuovi liutai), la riproposizione della riduzione dell’iva sugli strumenti musicali, per non parlare di chi ha sentenziato che  la liuteria deve essere materia solo per gli addetti ai lavori invitando i politici a far silenzio onde evitare di dire sciocchezze.
Alti interventi infine hanno posto l’accento su alcune occasioni perdute da parte della città dimenticando l’offerta favolosa dei pianoforti del maestro Scala ad esempio e, per restare alla nostra associazione e alle nostre proposte inascoltate, la richiesta della istituzione di un Collegio Peritale  per le expertise e le valutazioni degli le strumenti di grande pregio oggi in mano a pochi eletti “esperti” stranieri, quella di intitolare una via a Giuseppe Fiorini che quasi 90 anni fa ha donato a Cremona i cimeli di stradivari e che attende ancora dalla città e dai suoi politici un adeguato riconoscimento  e, per restare al recente, – sottolineando il successo dei 400 strumenti ad arco in Duomo – l’altra nostra proposta dei ” Mille violini suonati dal vento” che con minimo di collaborazione  crediamo avrebbe reso un grande servigio alla città.
Per concludere cogliamo l’occasione per far presente che l’ANLAI ènata nel 1949 – quindi 70 anni fa’ – che ricorderemo questo evento in varie città di tutta Italia con la nostra associazione -che ne ha ripreso l’acronimo e che ne compie quasi 20 anni -, sperando di poterlo fare anche a Cremona.

 

 

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