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Successo in auditorium
per l'improvvisazione jazz
di Brad Mehldau

Un concerto poetico, quasi emozioni messe in musica ma trasmesse in modo delicato e intenso al pubblico dell’Auditorium Arvedi del Museo del Violino per questo secondo appuntamento del Cremonajazz 2019. A esibirsi è stato Brad Mehldau, genio del pianoforte con altri due straordinari esecutori: Jeff Ballard alla batteria e Larry Grenadier al contrabbasso. Una serata da non dimenticare per gli amanti del jazz ma anche per chi per la prima volta si è avvicinato a Melhldau e alla sua musica che ha creato atmosfere difficilmente replicabili. Anche perchè ogni concerto del trio è sempre una sorpresa, con la scaletta decisa appena prima del concerto o addirittura durante l’esibizione. Il pianoforte Fazioli, uno strumento strepitoso – lo ha definito Mehldau -, ha vibrato per tutta la serata con le carezze musicali del grande jazzista. Le sensazioni si sono avute sin dal brano d’apertura “Spiral” e proseguita con l’omaggio al grande chitarrista John Scofield e alla sua “Gentle John” in una rilettura da incorniciare. Solida preparazione classica, poi il jazz e la sua particolarissima creazione musicale quasi tutta melodica anche nelle accelerazioni improvvise. Quasi un concerto spirituale che gli spettatori hanno seguito in silenzio per poi scatenarsi negli applausi al termine di ogni brano. Da incorniciare la rilettura del trio (con il contrabbasso di Granadier spesso solista e il pianoforte a far da contrappunto) di Countdown del grande saxofonista John Coltrane.

Cremonajazz ha così messo le ali e dopo l’eccellente Al di Meola e questo pianista strepitoso, attende gli ultimi due appuntamenti con Gino Paoli e Danilo Rea (sabato 25 maggio) e Linx-Faraò-Eastwood-Baker con la curiosità di vedere all’opera il figlio del grande regista, contrabassista e compositore delle colonne musicali dei film di papà. (Fotoservizio di Angelo Bardini)

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