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Ciclovia VenTo: tappa
lampo a Cremona, il fulcro
quest'anno è a Piacenza

Toccherà solo tangenzialmente Cremona quest’anno il ciclotour VenTo il grande progetto di turismo ‘soft’, valorizzazione ambientale e volano di crescita economica, avviato nel 2012 dal Politecnico di Milano. Quasi 700 km di piste ciclabili in parte esistenti, come sul cremonese, in parte ancora da fare, tra il Monviso e Venezia, che vengono percorsi da un sempre maggior numero di partecipanti ogni anno in questo periodo, per sensibilizzare le amministrazioni centrali e periferiche sull’importanza anche economica del cicloturismo e che negli scorsi anni aveva portato a Cremona anche il ministro Graziano Delrio.

Nell’itinerario pubblicato sul sito dell’infrastruttura, che prenderà il via venerdì 24 maggio da Chivasso, Cremona è toccata solo di striscio, come meta finale di una deviazione da Piacenza a Isola Serafini e da qui, appunto, Cremona. L’arrivo dei ciclisti – in questo caso gli studenti del Politecnico che studieranno in questo modo sul campo la progettazione di strade ciclabili – è previsto in città attorno alle 17.30, qui lasceranno le biciclette, quindi ripartiranno subito dopo in pullman per fare ritorno a Piacenza. (per tutte le tappe, fino al 3 giugno con arrivo a Venezia vedi: https://www.ventobicitour.it).

Piacenza è stata inserita solo di recente nel percorso di VenTo, mentre Cremona vi è presente fin dall’inizio e su questa infrastruttura ha sempre investito molto: in questa ottica lo scorso anno la giunta Galimberti aveva approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza di un tratto del percorso ciclabile in via Riglio del costo complessivo di 80.500 euro, per una lunghezza di 450 metri, da dove termina il lungo Po delle canottieri, fino a via Vulpariolo, oltrepassando il ponte sulle chiuse del canale navigabile. Vista la ristrettezza di questo tratto, è previsto un impianto semaforico con senso unico alternato per regolamentare il traffico veicolare mentre il transito dei pedoni sarà garantito dai percorsi su passerelle esistenti e protette a lato della carreggiata. L’opera però di fatto non è ancora stata realizzata a causa di ulteriori lavori dell’Aipo e per la posa di reti tecnologiche, che si sono resi necessari nel frattempo. g.biagi

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Commenti
  • Gianluca

    Ribadisco che non serve il semaforo ed il senso unico alternato in quanto basta allargare un pelo il marciapiede già esistente ed alzare il parapetto per evitare cadute nel canale. Il traffico pedonale è pari a zero. Anche nel caso sì trovassero a passare contemporaneamente una bici ed un pedone potrebbero tranquillamente condividere il percorso promiscuo perché di fatto il ponte sarà lungo 30 metri ad esagerare.

    • Illuminatus

      Infatti. Ci passo ogni giorno e una volta su 1.000 incrocio contemporaneamente una bicicletta. Un semaforo qui è una baggianata, e anche pericoloso.

  • Rosso

    Volano per la crescita economica.questa è proprio bella.può darsi che qualche politico si metta a vendere biciclette

  • Mario Rossi SV

    Bisognerebbe far notare che questa bella trovata INUTILE ha un costo in proporzione di quasi 180 mila euro al km… E io pago!!!

  • MENCIA

    piste ciclabili e nessuno va in bicicletta , mentre le nostre strade sono piene di buche

    • claudio

      Nessuno va in bicicletta ? Non mi pare…