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Tentarono di ritirare 10mila
euro dirottati con frode
informatica, due a processo

L'arresto in centro del 2016 (foto Sessa)

Truffa informatica. Di questo reato sono accusati un romeno di 48 anni e un polacco di 45, entrambi senza fissa dimora, arrestati dalla polizia il 7 ottobre del 2016 in pieno centro storico. All’epoca, alla coppia era stata contestata l’accusa di riciclaggio. Oggi nei loro confronti si è aperto il processo. Vittime del raggiro informatico, due aziende del parmense, una di abbigliamento e l’altra di sistemi di sicurezza. L’azienda di abbigliamento aveva ordinato degli allarmi da istallare nella propria sede. All’atto di scambiarsi le coordinate bancarie tramite e-mail, come ha spiegato oggi il responsabile della polizia postale di Cremona Alberto Casarotti, i dati di posta elettronica aziendali erano stati intercettati da una banda di pirati informatici che aveva dirottato 10mila euro su un conto corrente postale appositamente creato. L’indagine su un giro di carte prepagate su cui confluiva denaro asportato in frode da conti correnti era partita dalla polizia postale di Cuneo che aveva contattato i colleghi di Cremona comunicando l’esistenza di un conto corrente aperto presso l’ufficio postale di Cremona di via Verdi con una somma ingente di denaro, quasi 11.000 euro. Compito della polizia di Cremona era quello di scovare la persona intestataria del conto corrente che si sarebbe presentata in Posta per prelevare la somma. Era il polacco, che già il giorno prima era riuscito a prelevare 1000 euro. L’uomo, come ha spiegato in aula l’ispettore superiore della mobile Luca Mori, era stato fermato con un blitz in via Verdi. Il polacco si era difeso dicendo di aver fatto solo un favore a una persona che avrebbe dovuto incontrare ai giardini di piazza Roma per la consegna del denaro. Anche il romeno, dunque, era finito in manette. Oggi in aula è stata sentita anche la testimonianza della titolare dell’azienda di abbigliamento di Parma, dopodichè il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 23 settembre per sentire un rappresentante della polizia postale di Cuneo che spiegherà come è nata l’indagine.

Sara Pizzorni

Un altro momento dell’arresto in centro (foto Sessa)

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Commenti
  • Rosso

    Andando in biblioteca,si comincia ad usare il cervello e non le mani.questo è positivo.bravo mocio col cappello

  • Illuminatus

    Troppo facile dire che avevano bisogno dei soldi per le slot… forse era una raccolta fondi per beneficienza.

  • luciano1956

    romeno e polacco…