Cronaca
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Prevenzione e sicurezza, il prefetto scende in campo 'Tour' a piedi nei quartieri

Foto Sessa (da sinistra il colonnello Maragoni, il prefetto, il questore e il colonnello Piccoli)

Prima uscita pubblica del nuovo prefetto Vito Danilo Gagliardi, insediatosi da pochi giorni a Cremona. Come promesso, il  prefetto vuole conoscere a fondo la città, e “per conoscerla”, aveva detto nella conferenza stampa dello scorso 23 maggio, “bisogna percorrerla a piedi, a tutte le ore: solo così è possibile comprenderne i veri problemi e le esigenze più profonde, e solo così potrò poi portare il mio contributo in sede di Comitato provinciale per la sicurezza”. E così ha fatto. Alle 21 di questa sera, insieme al questore Carla Melloni e ai comandanti provinciali dell’Arma e della guardia di finanza, colonnello Marco Piccoli e colonnello Cesare Maragoni, il prefetto è arrivato a piedi in piazza Lodi per poi dirigersi in auto in viale Po, in particolare al parco Sartori, al quartiere Cambonino, alla stazione e sotto il ponte di Po. Obiettivo: esaminare da vicino le aree maggiormente sensibili dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica. “Daremo attenzione ad ogni tipo di criticità e problematiche”, ha detto il prefetto, “dall’illuminazione, alla sosta, ai gruppi che magari si dilettano a far rumore e a bere, distubando la quiete e il riposo dei cittadini che lavorano e che alla sera tornano a casa e vogliono giustamente riposare e stare tranquilli”. “Ad esempio”, ha aggiunto il prefetto, “qui in piazza Lodi c’è un supermercato che è aperto 24 ore al giorno. Quindi è un punto da presidiare e vigilare per evitare situazioni che magari potrebbero degenerare”. Tra qualche giorno, dopo il giro nei quartieri, sarà organizzato un tavolo tecnico con tutte le forze dell’ordine riunite per fare un bilancio di quanto riscontrato e prendere decisioni. “Nell’arco del mese”, ha fatto sapere il prefetto, “un Comitato tecnico sulla sicurezza sarà organizzato anche nelle città di Crema e Casalmaggiore.

Sara Pizzorni

Fotografie di Francesco Sessa

 

 

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