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Quei quadri di Nespolo sono
falsi. Mostrano al teste le
opere, ma lui è ipovedente

Nella foto, il pittore Ugo Nespolo

L’avvocato Tabaglio

Avrebbe dovuto essere il testimone ‘chiave’ del processo contro Antonio Ciraudo, 73 anni, finito nei guai con la giustizia per ricettazione. Per l’accusa, l’imputato, dopo aver acquistato o comunque ricevuto cinque dipinti contraffatti a firma del pittore di arte contemporanea Ugo Nespolo, li avrebbe messi in commercio spacciandoli come autentici. Quei quadri, Ciraudo li avrebbe consegnati all’amico Giacomo Barbieri, oggi chiamato a testimoniare in udienza. Al teste è stato mostrato in foto uno dei dipinti, ma al giudice ha detto di essere ipovedente e di non essere in grado di riconoscere i quadri. A quel punto Barbieri, accompagnato in aula dal carabiniere di udienza, è stato congedato. Anche Nespolo, in quanto ‘vittima’, avrebbe dovuto venire a deporre, ma il giudice, in accordo con le parti, ha acquisito la querela in quanto il pittore ha problemi di salute e non potrà essere presente. Oggi l’imputato, che ha riferito al giudice di avere un pò di problemi di udito, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Ha sostenuto di aver consegnato a Barbieri un paio di grafiche, ma di non avergli dato alcun quadro di Nespolo. Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Tabaglio, i quadri citati nel capo di imputazione erano tra le opere già oggetto di un procedimento penale svoltosi a Crema nel 2004 e conclusosi con la condanna di Ciraudo ad un anno e quattro mesi. Dunque, per il legale, il suo assistito si sarebbe trovato a processo una seconda volta per lo stesso reato, sostenendo il principio del ‘ne bis in idem’ che impone il divieto di doppio giudizio per il medesimo fatto. Il reato, per di più, sarebbe anche già prescritto. L’udienza è stata aggiornata per la sentenza al prossimo 11 novembre.

Oggi Antonio Ciraudo, per una vita commesso in una farmacia di Rivolta d’Adda e con una grande passione per l’arte, è in pensione. La sua passione per l’arte lo ha fatto finire spesso nei guai con la giustizia, accumulando nel tempo condanne per 6 anni e 8 mesi di reclusione complessivi. L’imputato era convinto che i quadri che in passato aveva acquistato, non solo a firma di Ugo Nespolo, fossero autentici. “Se fossi stato in mala fede”, aveva detto in una delle precedenti udienze, “ora magari avrei da parte dei soldi, e invece giro ancora con una macchina vecchia di 18 anni”.

Secondo l’accusa, nel lontano 2009 Ciraudo avrebbe venduto a Barbieri cinque dipinti contraffatti di Nespolo intitolati ‘Masquerade’, ‘Birdcage’, ‘Untitled’, ‘Museo’ e ‘Credit Card’. Per quegli acquisti, anche Barbieri era finito nei guai. Nel tempo quei quadri erano passati nelle mani di privati e anche di gallerie d’arte, fino a quando ne era entrato in possesso Enrico, un impiegato bancario milanese di 46 anni, appassionato di arte contemporanea. Quest’ultimo, una volta identificato, era stato accusato di contraffazione per aver messo in commercio su Ebay due delle opere contraffatte, corredate da autentiche anch’esse contraffatte. ‘Museo’ e ‘Credit Card’, Enrico li aveva acquistati per un valore di 6.500 euro. A sporgere denuncia era stato lo stesso Nespolo dopo essersi imbattuto su Ebay in una sua opera posta in vendita, un acrilico su legno senza titolo. “Dall’esame della fotografia dell’opera pubblicata”, si legge nella denuncia del 5 novembre del 2009, “posso riferire senza ombra di dubbio che trattasi di un’opera falsa, ovvero contraffatta, stilisticamente diversa dalle mie opere. Non riconosco inoltre la mia firma apposta in basso al centro dell’opera”. Da parte dei carabinieri e della polizia postale erano scattate le indagini che avevano portato all’individuazione di venditori e acquirenti.

Il nome di Ugo Nespolo, 77 anni, nato a Mosso, in provincia di Biella, è molto conosciuto negli ambienti dell’arte contemporanea. Vive e lavora a Torino ed è noto anche per essere annoverato tra i ‘maestri del Palio’ per aver dipinto nel 2000 i due sendalli per il Palio di Asti. È a lui che gli organizzatori del Giro d’Italia hanno affidato la creazione della maglia rosa per l’edizione del 2003. Nel 2005 a Torino ha realizzato opere tematiche nelle stazioni della metropolitana e in seguito ha decorato con la sua inconfondibile impronta l’esterno del centro commerciale di via Livorno. Nel 2007 ha dipinto il drappellone del Palio di Siena del 16 agosto e ha firmato scene e costumi per l’opera Madama Butterfly inaugurata il 20 luglio con la 53ª stagione del Festival Puccini di Torre del Lago.

Sara Pizzorni

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