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Manzi: Comune digitale. Su
tariffa puntuale rifiuti 'benefici
economici da valutare'

Bilancio, controllo di gestione, digitalizzazione e smart city, ciclo dei rifiuti. L’assessore Maurizio Manzi non ha più la delega al personale nella giunta Galimberti bis, ma mantiene quelle che hanno caratterizzato maggiormente il suo lavoro nei primi cinque anni e di cui adesso si vedono i risultati. Il prossimo consiglio comunale, il 18 luglio, lo vedrà relazionare sull’andamento dei conti: “In questi anni – afferma – siamo sempre riusciti a garantire l’equilibrio di bilancio senza mai far ricorso ad anticipazioni di cassa da parte del tesoriere. Dettaglio significativo in quanto usufruirne impedirebbe l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Proprio ieri in giunta abbiamo portato il monitoraggio della situazione, come abbiamo fatto ogni mese in questi anni precedenti. E’ indispensabile avere una visione prospettica ad almeno 9 mesi per quanto riguarda la cassa, oltre ad una proiezione sugli equilibri”. Elemento ancora più importante se si pensa ai vincoli posti dalla finanza pubblica: pur essendo il Comune di Cremona uno di quelli virtuosi in termini di puntualità dei pagamenti (31,5 giorni) è leggermente fuori dalle tempistiche previste (30 giorni). Si sta lavorando con Anci per evitare che le penalità vengano applicate con un’aliquota fissa, anzichè parametrate al grado di sforamento. Gli enti locali che non rispetteranno i tempi di pagamento dovranno prevedere in bilancio un accantonamento a copertura, il che significa privare la cassa di denaro fresco.

E proprio i flussi di cassa sono un problema. Ad esempio, pur avendo accertato negli ultimi 4 anni 15 milioni di euro di insoluti, tra tasse e pagamenti di tariffe, le procedure per incassare i crediti sono lunghe e questo implica l’aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità che, ancora una volta, sottrae all’ente risorse fresche da utilizzare ad esempio, sui servizi erogati o per i pagamenti ai fornitori: un gatto che si morde la coda.

Controllo di gestione. Apparentemente quanto di più lontano dalla vita dei cremonesi, invece no. “L’abbiamo implementato in questi anni, di pari passo con l’entrata in vigore della contabilità analitica. Ci consente di capire nel dettaglio i reali costi dell’erogazione di un servizio, in questo modo abbiamo dati su cui costruire le decisioni. E’ indispensabile per definire le progettualità e le azioni da mettere in atto”. Il controllo di gestione consente di radiografare i costi dei vari servizi nelle varie componenti: ad esempio, di ciascun asilo nido è necessario conoscere i costi legati al personale e alla manutenzione del singolo edificio (costi diretti) e quelli indiretti (la quota di riscaldamento, gli oneri assicurativi, ecc). “Estenderemo questo sistema a tutti i settori del Comune. Un passaggio che non deve essere inteso come una gara a chi è più bravo, ma come conoscenza dei dati e quindi possibilità di intervenire sui servizi stessi, laddove serva”.

Il personale. Un controllo che sarà tanto più necessario, in considerazione dell’annunciato turn over del personale: un centinaio di persone che lasceranno l’ente nei prossimi anni, ‘quota100’ esclusi. “Non ho più la delega al personale, ma mi rendo conto che i prossimi 5 anni saranno molto laboriosi. Per ora si è solo parlato di rapporto 1:1 tra pensionamenti e nuove assunzioni, ma non credo che sarà così facile. Quindi bisogna vedere questo turn over come un’opportunità: ho sempre pensato che la cosa migliore sia un mix tra competenze e forze giovani, solo così si fa progredire la macchina comunale”.

Capitolo investimenti e opere pubbliche. “La collaborazione pubblico – privato è una strada imprescindibile. Non da adesso, ma fin dal 2012, con il Patto di Stabilità. Il ruolo del privato è fondamentale, lo stiamo vedendo in tanti settori e vedremo presto sviluppi negli interventi sull’impiantistica sportiva. Naturalmente bisogna stipulare convenzioni con clausole ben precise, pensando non solo alla fase di esecuzione delle opere, ma anche alla gestione. I problemi, di solito, arrivano sempre dopo”.

Digitalizzazione e smart city. “E’ stato fatto moltissimo, ora bisogna diffondere tra i cittadini l’utilizzo delle grandi possibilità offerte dalle tecnologie digitali. Per questo pensiamo ad una diffusione capillare, coinvolgendo anche i centri anziani, dell’utilizzo del computer per operazioni come la richiesta di certificazioni, il pagamento di sanzioni ecc.”. “Abbiamo fatto notevoli investimenti negli ultimi quattro anni. Sia strutturali sull’edificio che ospita il Sed (servizio elaborazione dati, comparto di via Aselli); sia sul fronte ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), ad esempio sulla salvaguardia dei dati. Abbiamo implementato la sicurezza informatica, cambiato i Pc e dotato buona parte di personale di portatili; siamo intervenuti su programmi”. E’ stato varato lo sportello telematico che vuole ridurre i tempi d’attesa dei cittadini agli sportelli, e in prospettiva eliminare del tutto la necessità di recarsi negli uffici per conoscere la propria posizione nei confronti dell’ente. A livello nazionale Cremona ha stretto contatti con l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) e il Team digitale, organismo presso la presidenza del consiglio che dettano le linee guida. Mlte le possibilità di accesso ai servizi digitali che i cremonesi hanno già a disposizione: dalla creazione della propria identità digitale (Spid) al sistema di pagamento PagoPA. La sfida a questo punto è rendere tutto ciò effettivamente fruibile.

Ciclo dei rifiuti. Per Manzi è una partita nuova, che implica il rapporto con il gestore dei rifiuti, che ogni anno presenta un piano economico finanziario (leggi: servizi e relativi costi), concordato con il Comune. “L’idea è di andare avanti con quello che è stato costruito e migliorare il servizio, dove serve. Proseguiremo con le campagne educative su come differenziare i rifiuti e sulla riduzione dell’uso di plastica. Sopratutto faremo due cose: dare attuazione alla legge Gadda che prevede sconti sulla Tari per privati e non che conferiscono le derrate alimentari in eccedenza alle associazioni (iniziative ‘no spreco’ ndr), una agevolazione che dovrà essere finanziata coi mezzi di bilancio e non gravando sugli altri contribuenti Tari; e capire quali siano i benefici in termini economici, sui cittadini, dell’applicazione della tariffa puntale. Dopo la sperimentazione attuata al Boschetto, è necessario approfondire questo aspetto: se il risparmio per famiglia alla fine è di 1 euro, bisogna chiedersi se ne valga la pena. Quindi, bisogna valutare quali sono i costi di investimento e i tempi di rientro. Nel nostro programma d’altra parte, abbiamo scritto ‘verso la tariffa puntuale’. g.biagi

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