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Rapinarono la Coop di via del
Sale. Arrestato imprenditore
Fornì anche base logistica

Foto Sessa

Una persona arrestata e un’altra indagata a piede libero. E’ il bilancio di una complessa indagine portata avanti dagli agenti della squadra mobile della Questura di Cremona in seguito ad una rapina a mano armata messa a segno all’ora di chiusura del 16 febbraio scorso al supermercato Coop di via del Sale. In quell’occasione due persone con indosso maschere di gomma e armate di pistola avevano minacciato tre dipendenti, appropriandosi dell’incasso di 4338,75 euro. Uno dei rapinatori era a conoscenza che la responsabile della contabilità portava al collo sotto il maglione la chiave della cassaforte. L’altro era stato ripreso dalle telecamere all’uscita mentre si portava la mano all’orecchio, quindi presumibilmente stava facendo una telefonata. Secondo gli investigatori, ad aver partecipato alla rapina e al precedente sopralluogo sarebbero stati in quattro, tutti dotati di una certa professionalità. Tra loro, G.Z., classe ‘62, imprenditore napoletano residente a Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, titolare di un’impresa edile con interessi tra Cremona e Parma. Oltre ad aver partecipato sia al soprallogo che all’assalto, avrebbe anche contribuito a fornire appoggio logistico e messo a disposizione dei rapinatori una casa a Sissa, nel parmense.

La complessa indagine è partita incrociando e analizzando dati telefonici che hanno permesso di individuare quattro utenze intestate a persone fittizie, o comunque mai controllate. Nelle prime due si sentivano dialogare due ragazze napoletane, nelle altre, soggetti residenti nel napoletano. Gli investigatori sono quindi arrivati a capire che qualcuno aveva fornito agli autori materiali del colpo un appoggio logistico, sia per il sopralluogo effettuato il 13 febbraio, che per la fuga. Grazie alle indagini, gli agenti sono riusciti ad individuare la casa di Sissa utilizzata da base logistica e tre auto usate per il sopralluogo e la rapina: una Bmw intestata ad un pregiudicato napoletano e una Mercedes di una ragazza di Napoli, classe 1992, in uso al padre, l’imprenditore finito agli arresti domiciliari in Campania. Fedina penale pulita, ma con precedenti di polizia, uno per lesioni colpose e l’altro legato alla violazione del testo unico sull’immigrazione. Nella sua abitazione gli agenti hanno trovato sei armi, tra fucili, pistole e revolver, e munizioni abusivamente detenute, tanto che nei suoi confronti è scattata una denuncia. L’altra auto è una Fiat 500, il cui proprietario è un pregiudicato ed intestatario di 38 veicoli sui quali sono stati ripetutamente controllati soggetti con precedenti, ma non sono emersi elementi utili a rintracciare il reale utilizzatore del veicolo.

Il pregiudicato napoletano intestatario della Bmw, F.G., classe ‘72, soggetto che gravitava su Cremona con precedenti specifici per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti, è stato indagato a piedi libero.

I particolari dell’indagine sono stati illustrati oggi in Questura dal dirigente della squadra mobile Mattia Falso.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • nbc

    Arresti domiciliari a carico di un soggetto e denuncia in stato di libertà all’altro, dopo mesi d’indagini degli investigatori. Deve essere veramente mortificante vedere il proprio lavoro vanificato.

    • Orto

      Deve essere mortificante anche per la commessa minacciata sapere che per la Legge, la sua sicurezza vale così poco.

      • nbc

        pienamente d’accordo.

      • Illuminatus

        Concordo anch’io. Questa è “giustizia”? I nostri legislatori la adeguino, per favore.

      • Mirko

        Benvenuti in Italia

  • Graziano Ansaldi

    Come al solito pene esemplari. Per questo la feccia del Mondo arriva tutta qui in Italia.

  • Sbirulino19

    Napoli e la Campania in grande risalto!