Un commento

Piscina: Ph oltre limiti di legge
e accumuli di sporco. Trovato
pure il riscaldamento acceso

FOTO SESSA

Ragnatele lungo le pareti, umidità e principio di muffa nelle zone in cui si circola a piedi nudi; accumuli di sabbia o terriccio in prossimità delle bocchette di ricircolo dell’acqua dentro la vasca; locali tecnici dove il pubblico non deve accedere lasciati invece con le porte aperte; prodotti chimici per il trattamento delle acque esauriti, accatastati in attesa dello smaltimento. Sono queste alcune delle criticità presso l’impianto natatorio, trovate dai Nas nel sopralluogo di sabato mattina e alla base dell’ordinanza di chiusura firmata al sindaco qualche ora dopo. Si parla anche di quantità di cloro: le misurazioni effettuate dai carabinieri con le loro apparecchiature davano risultati diversi da quelli che apparivano sul display delle centraline di controllo. In particolare, nella vasca olimpionica compariva il valore 1,28 di cloro libero con ph 8,01 (la misurazione dei militari dava invece un valore di 0,56 con ph 7,92); nella vasca piccola cloro libero 2,28 – ph 8,18 (display) contro rispettivamente 0,58 e 7,95 (strumentazione Nas).

Non solo possibili problemi per la salute degli utenti, ma anche un cattivo uso delle risorse: il riscaldamento era ancora acceso nei locali spogliatoio e infermeria, cosa già segnalata diverse volte dai nuotatori; ancora più preoccupante, il fatto che le piastre del defibrillatore poste all’ingresso fossero scadute.

Alla base dell’ordinanza di chiusura, fatta eseguire dalla Polizia locale ieri mattina, c’è dunque l'”accertato superamento  del limite massimo di PH delle acque (pari 7,6) (tale per cui) si determina una probabile alterazione dei processi di igienizzazione delle acque” e la considerazione della “gravità della situazione igienico-sanitaria in cui versa l’impianto sportivo in parola ed i gravi pericoli per la salute pubblica”.

La piscina non potrà essere riaperta “fino al ripristino delle condizioni di igienicità che dovranno essere verificate dal competente personale comunale e dall’A.T.S. di Cremona”

Da ultimo, l’ordinanza di chiusura fa riferimento all’articolo 650 del codice penale (mancato rispetto di un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene”). g.biagi

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Commenti
  • Seppe Marin

    La bonanima der duce ha fatto l’idroscalo a Milano ma non la piscina comunale di Cremona 🤣