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Amministrazione provinciale,
rottura traumatica con il
segretario condiviso con Lodi

L’amministrazione provinciale di Cremona rompe la convenzione con quella di Lodi per la gestione condivisa della figura del Segretario generale, un accordo a due in vigore dal settembre 2015. Il tono della delibera pubblicata solo oggi sull’Albo Pretorio, ma datata 3 luglio, lascia intendere una rottura senza mezzi termini: viene infatti invocato l’articolo 8 della convenzione che prevede la possibilità di un recesso unilaterale da parte del presidente dell’una o dell’altra Provincia, con un termine di preavviso di almeno 30 giorni. Anche senza fornire motivazioni, visto che nella delibera non viene fatto cenno ai motivi, risalenti, pare di capire, ad una decisione presa dall’ex presidente Davide Viola, decaduto con le elezioni amministrative del 26 maggio. Nel ruolo di facente funzioni c’è da allora il vice presidente Rosolino Azzali, a cui è toccato firmare la delibera.

Una delibera dai toni durissimi, che lascia intendere il venir meno del rapporto fiduciario tra l’ultimo presidente e Maria Rita Nanni, il segretario provinciale che da quasi quattro anni si divide tra amministrazione lodigiana e cremonese. E’ proprio la diretta interessata a far valere il proprio parere negativo in ordine alla regolarità della decisione assunta. Lo fa nella parte finale della delibera, dopo le motivazioni, citando la mancanza dei presupposti di legge per giustificare l’applicazione del testo unico degli enti locali e in particolare l’articolo sull’esecutività delle delibere; “l’assoluta assenza di titolo/competenza del Vice Presidente (…) all’assunzione del presente atto riservato dall’ordinamento al Presidente, nei tempi previsti, decorrenti dal suo insediamento a seguito di elezioni”. Viene poi ricordata l’assoluta mancanza della causa dell’atto per carenza dei presupposti di legge” e addirittura il testo della proposta di deliberazione viene giudicato “carente nel contenuto della parte ‘motivazioni’ e contraddittorio con gli atti precedentemente assunti a fine mandato dal Presidente legittimamente eletto e decaduto”. Si fa poi riferimento a “gravi imprecisioni anche nei confronti dell’Ente convenzionato con il quale l’accordo è retto sulle volontà dei Presidenti legittimamente eletti e nelle piene facoltà di scelta fiduciaria del Segretario”. Risultato: parere negativo alla delibera, che pertanto è stata approvata con modifica’. Nessun commento da parte del facente funzioni, Rosolino Azzali, che in questa fase ha il compito di traghettare l’ente alle elezioni di secondo livello del 25 agosto, quando sarà un presidente legittimamente eletto a farsi carico di questa patata bollente.

Pare che da mesi andassero avanti le tensioni tra il segretario provinciale, affiancata da alcuni dirigenti di settore della Provincia, da una parte, e altri dirigenti  più vicini all’ex presidente dall’altra. Quindi non un motivo scatenante, ma una serie di dissapori alla fine sfociati in una decisione decisamente traumatica, in un ente da anni in crisi di identità e di risorse, per le scelte politiche nazionali. g.biagi

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