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Museo diocesano, ultimi
tasselli: 150 opere e
inaugurazione a inizio 2020

L'ingresso di palazzo vescovile

“Un museo con finalità pastorali e di catechesi, le opere esposte faranno da valenza per la narrazione e la comunicazione della fede attraverso l’arte”. Così dal sito web della diocesi di Cremona, il responsabile dei beni culturali ecclesiastici don Gianluca Gaiardi presenta il Museo Diocesano che verrà inaugurato nei primi mesi del 2020 e sarà il perno della programmazione dell’Ufficio da lui diretto.
L’esposizione radunerà circa 150 opere di arte sacra provenienti da tutto il territorio diocesano, in una parte del palazzo vescovile profondamente rinnovata e sarà dotata di un allestimento innovativo. Insieme alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, al Battistero, e al Museo Verticale del Torrazzo, nascerà quindi un vero e proprio Parco Culturale Ecclesiale. Accanto a questi luoghi, c’è anche un progetto di pubblicazioni che da quest’anno partirà con due volumi dedicati a Giovan Battista Trotti, detto il Malosso, grande pittore del Seicento cremonese di cui ricorre il quarto centenario della morte (in uscita una monografia dell’artista, a cura di Raffaella Poltronieri) e uno studio sulla perduta chiesa di San Domenico, a cura di Adam Ferrari.

Sarà però affidato in particolare al Museo diocesano – come ha scritto il vescovo Napolioni in una lettera indirizzata ai parroci – il compito “di presentare l’identità religiosa del territorio che costituisce la Chiesa di Cremona”.

Per questo motivo gli spazi espositivi ospiteranno circa una cinquantina di opere che arriveranno in prestito temporaneo e in rotazione da altrettante parrocchie, per le quali nel corso dell’anno pastorale non mancheranno occasioni di coinvolgimento e collaborazione.

“Non saranno sottratte parti significative del patrimonio devozionale delle comunità – spiega don Gaiardi – ma saranno piuttosto valorizzate opere oggi poco accessibili”.

La prima parte del percorso espositivo riguarderà le origini della Chiesa cremonese, dalla pietra di fondazione della Cattedrale a testimonianza degli insediamenti più antichi sul territorio; un’altra sala presenterà una ricerca iconografica sulla Vergine Maria che coinvolge l’Assunta, titolare della Cattedrale, e santuari come quello di Caravaggio dedicato a Santa Maria del Fonte, patrona della diocesi; una sala per i crocifissi e infine una parte dedicata ai ritratti più significativi dei vescovi di Cremona. Altre sale saranno inoltre dedicate al cosiddetto tesoro dei Visconti di Pizzighettone e all’esposizione di opere della collezione di arte sacra del cavalier Giovanni Arvedi, che ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione del museo attraverso la Fondazione Arvedi Buschini.

L’idea è quella di un Museo che non sia sulla diocesi, ma della diocesi: della sua storia, della sua tradizione di fede e del suo territorio. Un luogo di conoscenza, ma soprattutto di incontro e di pastorale: “piacerebbe – conclude don Gaiardi – che i ragazzi delle parrocchie, i gruppi del catechismo o quelli estivi del Grest trovassero qui, davanti a un’opera d’arte o visitando una mostra temporanea, l’occasione per approfondire il proprio cammino di fede. Riscoprendo la bellezza e conservandola viva”.

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