Commenta

Morte di monsignor Boccazzi,
il 22 settembre messa
commemorativa in Cattedrale

Il vescovo Cazzani negli anni venti con l'allora segretario Boccazzi

Quarant’anni fa, il 26 agosto 1979, moriva, dopo aver guidato per 47 anni la parrocchia della Cattedrale, monsignor Carlo Boccazzi, una delle più note e popolari figure di prete che la città abbia mai avuto. Cremona e i cremonesi non lo hanno dimenticato, tanto che il giorno prima in cattedrale si è voluto ricordare l’anniversario della scomparsa invitando i presenti a partecipare alla celebrazione solenne presieduta da don Giosuè Regonesi ultimo vicario di Boccazzi, che si terrà sempre in Duomo domenica 22 settembre alle 18. Mons. Boccazzi era conosciuto, amato e stimato da tutti, ma anche temuto.

Venne nominato parroco della Cattedrale da Pio XI l’8 agosto 1932. Al di là della nomina, monsignor Boccazzi era noto per le lezioni di catechesi che, instancabilmente, per decine di anni ha tenuto nel pomeriggio in Duomo. La sua figura divenne familiare a diverse generazioni di cremonesi mentre parlava dal pulpito. Una vasta cultura teologica e la lunga esperienza come docente di filosofia, teologia dogmatica ed esegesi biblica, un eloquio brillante e una dialettica non comune avevano reso la sua parola appassionata, sostanziosa, robusta, fustigatrice all’occorrenza ma anche profondamente umana.

Alla domenica, dopo la catechesi, in piazza si formavano capannelli per commentare la sua catechesi. Don Boccazzi è stato soprattutto un prete solerte. Quello era il Boccazzi pubblico, polemista e battagliero, autoritario, amico di Farinacci e poco amante della democrazia – come scrisse l’onorevole Vincenzo Vernaschi su Vita Cattolica in occasione della sua morte. Ma esisteva anche un Boccazzi segreto che scherzava con i suoi preti, che riceveva i poveri in casa due volte la settimana, che lasciò tutti i suoi beni e il suo archivio al Seminario.

Michela Cotelli

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti