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Rapina da Pellegrini. A giugno
l'autore aveva colpito in una
boutique di Mi: via 4 Rolex

Alessio dello Stritto, il 33enne milanese finito in carcere per tentato omicidio, tentata rapina aggravata e lesioni aggravate nei confronti del gioielliere cremonese Ermanno Pellegrini, è anche l’autore di una rapina messa a segno il 17 giugno scorso in un negozio di antiquariato di corso Magenta a Milano. Il 29 agosto successivo, con indosso una parrucca e armato di coltello, dello Stritto entrerà nella gioielleria cremonese di Pellegrini, scelta caduta da una ricerca su internet dopo aver trovato chiuso per ferie un altro negozio di Milano che l’uomo aveva preso di mira. Verso le 15,30 di lunedì 17 giugno, il 33enne, sempre armato di coltello, era entrato nella boutique di antiquariato minacciando il titolare e riuscendo a farsi consegnare quattro Rolex del valore complessivo di circa 30mila euro. Poi era fuggito, facendo perdere le proprie tracce. E’ stato proprio l’autore della rapina, una volta finito in arresto per i fatti di Cremona, a confessare agli agenti della Questura le sue responsabilità. Se in via Magenta il colpo era riuscito, a Cremona non gli è andata altrettanto bene. Il 29 agosto, poco dopo le 18, dello Stritto, incensurato, malato di ludopatia e sommerso dai debiti, era entrato nel negozio di corso Cavour, minacciando e ferendo Ermanno Pellegrini. Non sapeva che nel retrobottega c’erano i due figli del gioielliere, intervenuti prontamente in difesa del padre. Nella colluttazione il coltello si era rotto e il rapinatore messo fuori combattimento. Dello Stritto ed Ermanno Pellegrini erano stati accompagnati in ospedale, il primo con ferite giudicate guaribili in 15 giorni, il secondo in 10. Poi l’arresto e il carcere.

Sara Pizzorni

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