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Traffico illegale di farmaci,
fermate 18 persone nella maxi
operazione partita da Cremona

Sono 18 le misure cautelari eseguite dai militari del Nas di Cremona nell’ambito dell’operazione denominata ‘Dawaa’ (farmaci in ligua araba), coordinata dalla procura della Repubblica di Cremona nella persona del pm Ilaria Prette e illustrata in mattinata nel corso di una conferenza stampa presso la caserma dei carabinieri di viale Trento e Trieste. Si tratta di una maxi indagine su un traffico internazionale di farmaci, principalmente oncologici, antivirali e destinati a cure particolari, durante la quale sono stati recuperati medicinali sottratti ad ospedali pubblici del sud Italia. 34 le perquisizioni eseguite con l’impiego di 220 militari del Nas e dei carabinieri di Cremona, Lodi, Milano, Piacenza, Bologna, Napoli e Salerno.

L’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti, come è stato spiegato dallo stesso pm, dal tenente colonnello Emilio Palmieri, comandante del gruppo tutela della salute di Milano, e dal capitano Giuseppe Antonicelli, comandante del nucleo antisofisticazione e sanità di Cremona, è quella di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, furto aggravato e commercio di farmaci guasti ed imperfetti. I medicinali, tutti caratterizzati da un elevato valore terapeutico e commerciale, sono stati rubati tra il 2017 e il 2018 in farmacie ospedaliere, aziende sanitarie territoriali e magazzini farmaceutici dell’intero territorio nazionale.

I destinatari delle misure cautelari sono gruppi di ladri, ricettatori, corrieri e piazzisti con epicentro a Crema che avevano messo in piedi una fitta rete di commercio illegale di farmaci ad alto costo, tutti destinati al mercato estero. Un gruppo si occupava di rubare medicinali dalle farmacie delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere pubbliche e dalle logistiche farmaceutiche, consegnandoli a ricettatori campani che a loro volta li cedevano a due egiziani residenti a Crema, i quali, con la collaborazione di fiancheggiatori e corrieri, si occupavano delle fasi di esportazione dei farmaci in Francia, Germania, e soprattutto in Nord Africa e Medio Oriente, in particolare Egitto, Siria e Arabia Saudita. I medicinali portati in spedizioni aeree tramite corrieri o passeggeri in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa, una volta giunti a destinazione, erano presi in custodia dai complici che si occupavano della logistica di trasporto e collocazione presso magazzini locali o di recapito a privati come medici e pazienti facoltosi. Tra i fornitori, c’erano anche ex dipendenti di una logistica farmaceutica di Lodi.

“L’origine dell’indagine si può definire romanzesca”, ha detto il pm Ilaria Prette, perchè iniziata dal sequestro di un plico destinato a Parigi contenente 99 confezioni di farmaci ad alto costo e ad uso esclusivo ospedaliero per un valore di 103.000 euro. Era il febbraio del 2018 a Crema. I farmaci viaggiavano all’interno di valigie senza che fossero minimamente rispettate le corrette modalità di custodia dei medicinali che al contrario richiedevano di essere conservati a temperatura di refrigerazione, condizione necessaria per assicurare l’efficacia del principio attivo farmacologico e dell’azione terapeutica. In questo modo, invece, i farmaci, resi imperfetti, potevano diventare un potenziale pericolo per la salute dei pazienti.

Durante l’indagine, alla quale ha partecipato anche il nucleo carabinieri Aifa (il Nas dislocato presso l’Agenzia italiana del farmaco), sono state sequestrate 824 confezioni di medicinali per un valore di quasi quattro milioni di euro.

Il lavoro portato a termine dai carabinieri del Nas, come è stato sottolineato al termine della conferenza stampa, è stato dedicato alla memoria del maresciallo maggiore Umberto Giannini, recentemente scomparso.

Sara Pizzorni

Fotografie di Francesco Sessa

Al tavolo, da sinistra il capitano Antonicelli, il pm Prette e il tenente colonnello Palmieri

 

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