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Bilancio diocesi di Cremona,
nel 2018 dimezzato contributo
alle scuole cattoliche

Foto Sessa (l'arrivo della madonna di Brancere in cattedrale)

Per la prima volta la Diocesi di Cremona ha pubblicato il Rendiconto economico delle attività per l’anno 2018, con finalità di trasparenza e – come si legge nella nota introduttiva – “di fornire una rendicontazione dinamica del variegato insieme di enti ed istituzioni esistenti per dare vitalità e funzionamento al complesso sistema che chiamiamo Diocesi”.
Le risorse provenienti dai contributi dell’8xmille sono gestite dai conti diocesani sostanzialmente come partite di giro. Si tratta di risorse legate alle attività pastorali, caritative, per interventi di nuova edilizia di culto e per i beni artistici.
“Il risultato di gestione – avverte la Diocesi – è sostanzialmente in pareggio per il 2018 e in perdita negli anni precedenti, a causa di diversi fattori, fra cui in particolare quello del contributo alle Scuole cattoliche, più che dimezzato rispetto agli anni precedenti.
La spesa per il rinnovo dell’impiantistica degli uffici di curia si è resa necessaria in vista della realizzazione del Museo diocesano ed è stata coperta con attraverso la gestione della liquidità. “Riguardo il Museo diocesano – precisa la Diocesi – si ricorda come sia stato interamente finanziato dalla munificenza della Fondazione Arvedi Buschini”.

CURIA VESCOVILE Le attività di Curia hanno visto nel 2018 un aumento delle entrate rispetto al 2017: da 2.793mila euro a quasi 3.200mila, grazie a un sostanziale aumento dei contributi ordinari dalle parrocchie e dai contributi derivati, sempre alle parrocchie, dalle vendite. Per quanto riguarda le uscite delle attività di Curia (in totale 3.113mila euro) si segnalano i compensi al personale laico e religioso (177.330 euro), le manutenzioni straordinarie su palazzo vescovile (253mila euro), l’erogazione alle scuole cattoliche (cooperativa Cittanova) di 240mila euro nel 2018, importo comunque dimezzato rispetto ai 501mila euro del 2017.

L’ATTIVITA’ DELLE PARROCCHIE – Il primo dato che emerge dai bilanci aggregati delle parrocchie (aggregati per zone pastorali, dati relativi al 2017) “è la superiorità – scrive la Diocesi – degli importi delle entrate ordinarie rispetto alle uscite ordinarie: segno di un equilibrio gestionale della vitalità delle parrocchie che riescono a mantenere la funzionalità ordinaria. Il rovescio della medaglia è costituito dalle entrate ed uscite straordinarie, con una netta sproporzione, indice della sempre maggior fatica delle nostre parrocchie nel mantenere le strutture pastorali, chiese, case parrocchiali, oratori.
Se è frequente l’impossibilità di alienare strutture non più utilizzate per la vita della parrocchia, è invece significativa la voce relativa alle eredità: fenomeno certamente non paragonabile al passato, ma ugualmente presente e di rilevanza significativa“.
Tutte le 5 zone pastorali hanno chiuso la gestione 2017 in attivo, tranne la n. 2, che comprende il nord ovest della provincia di Cremona (tra i comuni più importanti: Pizzighettone, Soresina, Soncino, Casalbuttano, Castelverde) con 148mila euro di disavanzo su un bilancio, comunque, di circa 4 milioni. Questa è anche la zona che ha ricevuto i maggiori introiti da eredità: oltre 366mila euro, seguita dalla zona 4 (330mila). Meno impattante questa voce sulla zona 1 (51mila euro), sulla 3 (66.700) e sulla 5 (30mila). Le vendite sono state importanti soprattutto per la zona 2 dove hanno fruttato 302mila euro e la 4 (186mila) mentre la zona 1 è quella che ha fatto maggiore ricorso a mututi e prestiti, ben 758mila euro nel 2017.
Il debito complessivo delle parrocchie ammonta a quasi 16 milioni di euro, ossia, parametrato agli abitanti, 44 euro a testa in media.

GLI ENTI DIOCESANI – La cooperativa Servizi per l’Accoglienza, che gestisce tra l’altro la casa dell’accoglienza di via S.Antonio del Fuoco, ha registrato un utile di 1.698 euro nel 2018 contro i 5.732 del 2017: in particolare il valore delle prestazioni è lievemente calato nell’ultimo anno rispetto al precedente: da 5.458.951 euro a 5.392.007.

Per svolgere i suoi servizi la cooperativa onlus ha visto nel 2018 un drastico calo dei contributi in conto esercizio (da 25.313 euro a 4.740), ma per contro alla voce ‘altri proventi’ sono arrivati ben 589.516 euro contro i 155mila dell’anno prima. Il totale del valore della produzione sale così a 5.986.000 euro nel 2018, in aumento rispetto al 2017; come pure in crescita sono stati i costi della produzione, da 5.581mila euro a 5.899mila.

La Federazione Oratori Cremonesi ha totalizzato nel 2018 un utile di poco meno di 9.500 euro (bilancio a pareggio: 284.810 euro) grazie a ricavi di esercizio per circa 90mila euro e ricavi da attività commerciali per 138.900 euro.

Il santuario di Caravaggio nonostante il considerevole valore delle offerte e della vendita della cera (590mila euro le prime, 401.700 la seconda) ha chiuso il 2018 in lieve perdita (-19.534 euro), con un bilancio a pareggio per 1.464.500 euro. Pesano sulle uscite i costi di personale (311mila euro), tasse e tributo diocesano (172mila),l’acquisto della cera (148.638); le utenze (99.800).

FONDI DELL’8 PER MILLE –  La Cei ha assegnato nel 2018 862.749 euro alla diocesi di Cremona per le attività pastorali, di cui 270mila sono andati ai mezzi della comunicazione sociale e 345mila alla curia per l’esercizio della cura delle anime. Altri 840.994 sono stati assegnati alle attività caritatevoli svolti dai veri enti diocesani: in particolare in questo capitolo spiccano i 250mila euro alla Caritas, 40mila al Fondo caritativo per il clero, 40mila alla Fondazione san Facio, 180mila alla cooperativa Servizi per l’Accoglienza.
L’8 per mille ha contribuito anche al restauro conservativo degli edifici di culto. La somma più cospicua richiesta e ottenuta è stata per l’oratorio di Caravaggio (200mila euro), seguito dagli interventi a Cassano d’Adda per 160mila euro, per la chiesa di S.Sebastiano a Cremona (140mila euro) e per la chiesa di san Vincenzo (parrocchia di S.Agata), 130mila euro. Altre somme meno consistenti sono state erogate dalla Cei con l’8 per mille per l’archivio storico diocesano (13mila euro), per il museo berenziano e per la biblioteca del Seminario (13mila euro ciascuna), per gli impianti di allarme delle chiese di Isola Pescaroli, Scandolara Ravara e Pandino.

Per quanto riguarda l’attività dell’istituto per il sostentamento del clero che garantisce la remunerazione dei 294 sacerdoti in servizio, si scopre che i redditi da patrimonio dell’istituto stesso hanno coperto il 47.62% del fabbisogno, per 1 milione 698mila euro, molto di più dell’11,47% che è la media nazionale. Solo il 2% del sostegno al clero è venuto da erogazioni liberali dei fedeli, mentre il 50,30% è giunto dalla quota dell’8 per mille (1.793.846 euro).
I ricavi da immobili, tra terreni e fabbricati, hanno fruttato nel 2018 3.352mila euro, mentre i costi, che comprendono manutenzioni, onorari e costi amministrativi, sono ammontati a 597mila euro.
Tra Ires, Imu e altri tributi, l’Istituto ha versato nel 2018 680mila euro.

I Bilancio completo è disponibile al link: https://www.diocesidicremona.it/wp-content/uploads/2019/10/Bilancio-diocesano-2018_1_web.pdf

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