Cronaca
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Sorpresa nel bollettino dell'imposta sulla pubblicità: si paga anche lo zerbino

Via Mercatello in una foto d'archivio

Tassato con l’imposta ICP permanente (l’imposta comunale sulla pubblicità)  per uno zerbino che reca il brand del negozio, collocato in quella posizione da quasi 20 anni, ma di cui l’ufficio del Comune non si era mai accorto. Con il risultato che oltre alla tassa, l’artigiano in questione si è visto pure applicare una sanzione (pari al doppio dell’imposta)  per omessa denuncia, “una denuncia che non avevo neppure idea di dover fare”.

La curiosa vicenda ci viene raccontata in prima persona dall’artigiano, che a metà settembre riceve dall’Ica, il concessionario del Comune, l’avviso di pagamento, per un totale di oltre 1000 euro, per le varie insegne che compaiono sulle due vetrine dell’attività. Il bollettino, che di solito viene inviato in gennaio, quest’anno non era arrivato a destinazione o forse era andato perso, pertanto dopo sei mesi l’Ica invia un sollecito. “Fin qui tutto, normale – precisa l’artigiano – sono quasi 20 anni che paghiamo e quest’anno non avendo visto il bollettino ce ne siamo dimenticati. La cosa che ci ha sorpreso tuttavia è stato vedere questa aggiunta: lo zerbino è lì da sempre e non abbiamo mai inteso evadere il pagamento”. A questo si aggiunge che il raddoppio dell’importo, come sanzione per omessa denuncia non è stato applicato solo al metro quadrato dello zerbino, ma anche ad altre voci. Risultato: 965 euro e rotti da pagare entro 60 giorni.
“Nonostante negli anni – continua l’artigiano – la quantità di materiale promozionale (insegna, pannelli pubblicitari, etc.) esposta nelle 2 vetrine in via Mercatello sia rimasta pressoché invariata, lo stesso non si può dire per l’imposta riscossa dal Comune, l’importo infatti  è (ovviamente) andato via via aumentando con gli anni.
La new entry di quest’anno nella lista di voci sottoposte a imposta comunale, in funzione del metro quadrato occupato, è stata lo zerbino riportante il logo del brand del negozio! Zerbino che è presente da quasi 20 anni ma che quest’anno il Comune ha pensato bene di mettere a reddito per un totale di € 37,95”.

“E’ bene sottolineare – conclude  –  che questa imposta gode di ampia discrezionalità da parte del comune nella sua applicazione. E’ infatti difficile misurare la metratura di ogni singolo adesivo esposto in vetrina durante l’anno, ma vabbè si sa che gli italiani sono apprezzati in tutto il mondo per la loro creatività e non c’è dubbio che sia giusto pagare le tasse, rimane però il dubbio se questa creatività, il Comune, non possa sfruttarla per incentivare invece che penalizzare i commercianti e gli artigiani del centro storico”.

 

L’artigiano ha già cercato diverse volte di contattare il numero telefonico indicato nell’avviso, senza mai riuscire a parlare con qualcuno. “Ora ci recheremo di persona per chiedere le dovute spiegazioni, ed eventualmente presenteremo ricorso”.

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