Un commento

Rumori, inquinamento e odori
molesti: residenti di via Vecchia
Dogana contro il cantiere Rfi

Rumori continui e insistenti di macchinari in funzione, che proseguono per tutta la notte, polveri ricche di amianto che si sollevano e odore di olio bruciato: i residenti di via Vecchia Dogana e delle strade limitrofe non ne possono più e denunciano una situazione che si trascina ormai da mesi e che li ha portati all’esasperazione. Il cantiere di Rfi che corre lungo la via, che in questo periodo è particolarmente attivo anche per via dei lavori sulla Cremona-Treviglio, turba ogni notte il sonno di chi abita in zona. “Ci troviamo costantemente della polvere nerastra e oleosa sui davanzali e sui muretti” racconta Cristina Stringhini, residente che da tempo si occupa della questione e che nei prossimi giorni darà il via a una raccolta firme da presentare poi al prefetto, Vito Gagliardi, e al sindaco Gianluca Galimberti, per chiedere loro di intervenire.

“Vogliamo che vengano messe delle barriere antirumore, ma anche che vengano regolamentati i via vai dei camion che entrano ed escono dal cancello e che spesso fanno manovre pericolose, mettendo a rischio l’incolumità di chi transita” spiega la donna.

“Trascorriamo notti infernali con quel rumore che non ci lascia dormire” continua. A maggio scorso, dopo le prime segnalazioni, si era svolto un incontro con l’allora assessore Alessia Manfredini, il dirigente Marco Pagliarini e i rappresentanti Rfi. “Le cose sono un po’ migliorate, ma è durata solo un mese. Dall’estate la situazione è precipitata di nuovo” continua la residente. “Oltre ai rumori, quotidianamente vengono depositati cumuli di detriti contenenti polveri d’amianto, che si sollevano nell’aria. Senza contare l’odore di olio bruciato che si sprigiona spesso e che ci intossica, rendendoci difficile anche respirare. Senza contare il tombino in prossimità del cancello di ingresso che è costantemente ostruito dal fango e dalla terra che cadono dai camion in transito, così quando piove l’acqua non riesce a defluire”.

Una battaglia difficile, quella dei residenti, contro un colosso, Rfi, che lavora quotidianamente con un viavai di grossi automezzi, spostamento di pezzi di rotaia, deposito di cumuli di massicciata: tutte attività che disturbano chi la casa poprio a ridosso di quel muro sottile e consunto, che non offre alcun tipo di riparo.

Laura Bosio

Fotoservizio Francesco Sessa

L’ingresso del cantiere

Il tombino ostruito

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti
  • fulvio rozzi

    si …….. ma quando i signori residenti hanno acquistato od affittato la loro abitazione hanno visto la stazione ?