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Berlino, quando Amati
e Stradivari erano
ricercati dalla STASI

di Marco Bragazzi

Quando Stradivari ed Amati erano ricercati dalla STASI. Siamo a Berlino Ovest nel 1955 la città è divisa da quel muro, non ancora fisicamente visibile, ma che da oltre un lustro, anche se con una semplice riga dipinta a terra, divide i berliner a causa della crescente guerra fredda. La città soffre ancora per i postumi della Battaglia di Berlino che circa dieci anni prima la rase praticamente al suolo, i Vopos, gli uomini della micidiale polizia di confine dell’Est, pattugliavano quella sottile riga dipinta per terra per fermare, o uccidere, chiunque tentasse di passare nella parte Ovest della città. La STASI, la tremenda polizia politica della Germania dell’Est, era incaricata di sorvegliare su tutto e su tutti alla ricerca di collaborazionisti o spie del blocco alleato, gli strumenti a loro disposizione erano praticamente tutti quelli esistenti.

A Berlino Ovest, dopo gli anni isolamento che resero la parte Ovest una enclave all’interno della Repubblica Democratica Tedesca nel 1955, i cittadini conducevano una vita relativamente più tranquilla. La CIA, così come i servizi segreti di quasi tutta Europa, aveva bisogno di informazioni dalla parte Est, servivano agenti addestrati o simpatizzanti che raccogliessero notizie per poi farle arrivare ai paesi dell’Ovest. Relazioni necessarie in quanto il traffico radio della Germania dell’Est era disturbato da appositi sistemi studiati per rendere inascoltabili le trasmissioni alleate. Una soluzione al problema arriverà intorno al giugno di quell’anno quando un radioamatore riuscirà ad intercettare le trasmissioni radio alleate ‘saltando’ gli strumenti di disturbo messi e ottenendo un ascolto chiaro e limpido senza una tecnologia particolarmente impegnativa. Per la CIA questo era un passaggio fondamentale su cui lavorare, passaggio che poteva rendere più facile la diffusione delle informazioni nel blocco sovietico, infatti nascondendo nei notiziari o nelle scalette musicali particolari codici verbali o notizie ‘ad hoc’ le spie o i simpatizzanti alleati potevano venir informati sulle operazioni da svolgere senza correre il rischio di un ‘passaggio di consegne’ nella zona del muro, situazione sempre molto delicata e pericolosa.

Lo strumento utilizzato era principalmente qualche comunissima radio opportunamente modificata, una situazione di bel tempo e la prossimità di pali per l’energia elettrica, facilmente identificabili e diffusi in tutta Berlino. Con queste semplici prerogative questo nuovo tipo di ‘modifica’ riusciva a funzionare anche comodamente all’interno delle case. Tra le poche radio adatte al ruolo, reperibili senza particolari problemi anche nel pur ridotto mercato dell’Est, due modelli erano molto consigliati, entrambi prodotti da aziende della Germania Est, la Elektro Apparate Werke modello Amati e la Stern-Radio Rochlitz modello Stradivari. In pratica, senza destare nessun dubbio, i cittadini che fungevano da informatori per i paesi alleati potevano tranquillamente comprare una radio in qualsiasi negozio, modificarla secondo i dettami dei tecnici della CIA e ascoltare ‘gli ordini’ che arrivavano dagli occupanti del famoso checkpoint Charlie superando le distorsioni appositamente create dal Governo della Repubblica Democratica.

Le aziende della DDR avevano creato intere linee di radio o grammofoni dedicate ai grandi liutai di Cremona, scelta poco commerciale ma molto pratica, dato che erano tra i pochi personaggi storici del blocco dell’Ovest apprezzati anche dal Governo di allora. L’ascolto di programmi dell’Ovest era vietatissimo, la STASI monitorava continuamente le trasmissioni in uscita per triangolare e scoprire eventuali flussi sospetti di informazioni. Venire sorpresi ad ascoltare notiziari stranieri su radio modificate significava l’accusa di spionaggio e tradimento con conseguenze drammatiche, per questo la CIA nascondeva gelosamente e forniva questi dati a pochissime persone. Essere scoperti con una radio Amati o Stradivari modificata significava far cadere l’intero sistema di ascolto nell’Est, dato che gli acquisti di radio venivano segnalati alla Polizia Politica. I servizi segreti occidentali si preoccupavano anche di queste segnalazioni mettendo in chiaro il prezzo d’acquisto delle radio, prezzo che doveva risultare ridotto nella Germania Est di allora per fare in modo che un modello potesse risultare comunemente diffuso e acquistabile da buona parte della popolazione. Nella Berlino dell’Est dei primi anni ’50 avere in casa una radio Amati o Stradivari non era sempre sinonimo di essere soltanto degli appassionati di musica.

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Commenti
  • Furio1981

    Articolo molto bello ma titolo fuorviante… non inizieremo con i clickbait anche qui vero???

  • Sbirulino19

    interessante

  • Abiff

    Interessante e suggestivo, grazie dell’articolo.