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Un Premio Nobel al
Torriani: Abdelaziz Essid
incontra gli studenti

Organizzato dalla Camera penale di Cremona e di Crema con il patrocinio del Comune di Cremona e del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Cremona, all’IIS Torriani si è svolto un evento giuridico e culturale di alltissimo livello, protagonista il premio Nobel per la pace 2015, l’avvocato tunisino Abdelaziz Essid. Un incontro fortemente voluto e organizzato dall’avv. Maria Teresa Pagliari e dall’avv. Alessio Romanelli, presidente della camera penale di Cremona e Crema. Ospite importante anche l’avv. Hillary Sedu di Napoli, consigliere del Coa (Consiglio degli ordini degli avvocati ndr).

Gli studenti del Liceo musicale Stradivari hanno suonato l’inno nazionale tunisino e l’inno nazionale italiano cantato in piedi da tutti i presenti in aula magna. Due inni e due lingue che si incontrano. Proprio da qui è partito il dialogo tra l’avv. Essid e gli studenti: “Dovete capire l’importanza di sapere comunicare. Io ho imparato l’italiano per essere amico del popolo italiano”. Ed è stata una lezione di comunicazione, oltre che il racconto di un’esperienza concreta al servizio dei diritti umani. Nato in una regione povera di sabbia e sole, Essid ama la Tunisia e per il suo paese ha lottato: nel 2011 quando insieme ad altri avvocati è sceso in piazza indossando la toga e scoraggiando l’esercito di Ben Alì a sparare sulla folla e poi ancora oggi, unendo la società civile, i suoi amici avvocati italiani e non solo, in programmi di aiuto e formazione per i giovani tunisini.

Agli occidentali che vorrebbero chiudere le frontiere e che per accogliere chiedono insistentemente aiuti internazionali ha ricordato che la Tunisia, che spartisce un confine di 600 km con la Libia, non ha esistato ad accogliere migliaia di profughi libici; quando tra questi si sono infiltrati esponenti dell’Isis, la società civile tunisina (ragazzi con il bastone) si è battuta per respingere i terroristi armati di kalashnikov. Agli europei che chiudono per motivi di sicurezza il turismo verso la Tunisia dopo gli attentati negli alberghi di qualche anno fa, ricorda che nessuno si è mai sognato di impedire il turismo verso la Francia o l’Inghilterra dopo i vari attentati degli ultimi anni.

“La società civile è il modo migliore per supplire alle mancanze della politica – sottolinea Essid – La guerra non ha mai risolto niente”. Ecco perché l’avvocato tunisino ricorda all’Europa che le bombe americane sono inutili, l’America è a 7000 km, l’Europa e l’Africa sono il Nord e il sud del Mediterraneo che devono collaborare. Se non c’è un obbligo all’accoglienza, c’è però un obbligo all’aiuto. Bisogna saper distinguere tra criminali e vittime, è una delle puntualizzazioni più significative di Essid, tanto che ci ricorda che anche un assassino dell’Isis merita un giusto processo, non una tortura perché non si punisce l’infamia con l’infamia (e sembra di sentire le parole di Cesare Beccaria).

Anche la storia di Hillary Sedu, avv del Coa di Napoli, arrivato in Italia con la famiglia nigeriana a otto mesi, ha lasciato il segno. Il suo impegno nella lotta contro la corruzione in Nigeria in processi di rilevanza internazionale e soprattutto la sua proposta di riforma del diritto di cittadinanza in base allo ius culturae, al momento uno scenario inedito nel diritto in Italia. Si tratta di un istituto giuridico che permette la possibilità di ottenere la cittadinanza ad un minore straniero, nato in un Paese o arrivato entro una certa età, a patto che abbia frequentato regolarmente almeno uno (o più) cicli di studio o dei percorsi di istruzione e formazione professionale. In sostanza, per diventare cittadino bisogna dimostrare di avere un certo livello di “culturae”. Un’idea che ha suscitato il dibattito con qualche studente di origine straniera forse più incline all’idea di uno ius soli.

Davvero – fanno sapere dall’Istituto Torriani – una mattina importante, dunque, per studenti di diverse scuole cremonesi, testimonianze di alto livello e l’esempio concreto di cosa può fare e muovere la società civile. “Riunitevi, fate un’associazione – è l’invito di Essid ai ragazzi – e ponetevi un obiettivo da raggiungere”.

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