Cronaca
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'Caro sindaco, il primo luogo di partecipazione è il consiglio comunale'

di Maria Vittoria Ceraso

Era il 30 giugno 2014 quando nel suo discorso di insediamento il Sindaco, parlando di “sacralità” delle istituzioni e ruolo del Consiglio Comunale e delle Commissioni affermava:

“Nell’azione amministrativa il rapporto con il Consiglio Comunale e con i suoi consiglieri è fondamentale. Due sono le parole chiave: autonomia e valorizzazione. Autonomia significa rispetto di quella funzione democratica di controllo che il Consiglio deve esercitare nei confronti della Giunta.Valorizzazione significa dare valore all’azione del Consiglio come luogo principe di espressione del voto democratico.
Siamo consapevoli che la legislazione degli ultimi decenni ha dato alla Giunta un ruolo preponderante, ma abbiamo tutta la volontà politica di ridare centralità al Consiglio Comunale.
Sempre nella vita di un’amministrazione e in alcuni momenti in particolare, il Consiglio è chiamato ad un lavoro essenziale di indirizzo e controllo, che per noi sarà fondamentale e senza il quale la nostra azione sarebbe menomata.
Ci auspichiamo che le commissioni scelte siano luoghi di studio, confronto, proposta e verifica, con una passione competente ed un entusiasmo civile che molti nostri concittadini si aspettano.
Lo stile è sostanza politica. Ricordiamolo sempre, aiutiamoci reciprocamente a ricordarlo: Giunta e Consiglio comunale.”

Ed eccomi qui caro Sindaco a ricordartelo. Ricordarti che il primo luogo di partecipazione, di informazione e di confronto democratico, sono le Commissioni ed il Consiglio Comunale nel rispetto della nostra Costituzione, dello Statuto e del Regolamento del Consiglio Comunale di Cremona.
E penso ci sia proprio bisogno di farlo, di ritornare a quelle tue parole, che avevo tanto apprezzato, ma che oggi mi sembrano così lontane e prive di sostanza, sia per ciò che ho sperimentato come consigliere di minoranza nei trascorsi 5 anni, ma ancor di più all’esordio di questo nuovo mandato. Pare infatti che il laboratorio politico “Cremona si può” sia destinato a diventare luogo privilegiato di confronto e partecipazione tra Sindaco, Giunta e cittadini, relegando l’attività delle Commissioni consiliari e del Consiglio Comunale ad una funzione di mera ratifica.
La prova di tutto ciò? Due incontri già fissati con la cittadinanza su temi definti “caldi”, la pista ciclabile di via Bergamo il 21 novembre e la piscina comunale (per condividere la situazione anche alla luce del procedimento in atto) il 3 dicembre mentre, a livello istituzionale, nessuna delle competenti Commissione è ancora stata convocata per dar modo anche ai Consiglieri di essere aggiornati sui medesimi argomenti.
Sia ben chiaro che questa non è una critica alla nascita del laboratorio citato, iniziativa che anzi ritengo molto positiva e lungimirante perchè condivido in pieno lo scopo di avvicinare istituzioni e cittadini rendendoli partecipi e protagonisti delle decisioni che riguardano il vivere quotidiano. Ma ciò non può sostituirsi ad un confronto democratico nelle sedi istituzionalmente deputate, che meritano altrettanto rispetto, al fine di garantire un’ informativa trasparente dell’agire amministrativo per un corretto esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo previste dalla legge.
Forse nelle intenzioni del Sindaco c’è l’idea di invitare agli incontri con i cittadini anche tutti i consiglieri ed in particolare quelli di minoranza per garantire una narrazione non finalizzata alla difesa dell’operato dell’Amministrazione ma ad una ricostruzione dei fatti che tenga conto di ordini del giorno, interrogazioni, commissioni di vigilanza che hanno trattato i medesimi argomenti? Diversamente non li chiamerei percorsi di partecipazione e trasparenza ma di indottrinamento e proselitismo non certo finalizzati a formare una coscienza critica ma solo a generare consenso.
Certo e’ che la credibilità di Sindaco e Giunta sui temi della partecipazione è già stata messa fortemente in discussione dopo la vicenda dei tremila firmatari di una richiesta di referendum, strumento di partecipazione e democrazia diretta per eccellenza, che ancora oggi non hanno ricevuto una risposta formale ad un’istanza regolarmente protocollata, bocciata di fatto con la mancata indizione dello stesso, cavillando su un regolamento obsoleto che attende di essere aggiornato alla normativa vigente ma che, nonostante l’impegno assunto nel precedente mandato dall’Amministrazione, ad oggi non è all’ordine del giorno di nessuna commissione.
Su una cosa siamo d’accordo caro Sindaco: c’è una questione fondamentale di democrazia da affrontare e ti assicuro che come consigliere di minoranza la percepisco e la subisco ogni volta che il mio diritto essenziale ad essere informata e resa partecipe dell’azione amministrativa viene disatteso. Perchè fare politica oggi significa non solo pensare a nuove forme di partecipazione ma saper rispettare e valorizzare quelle costituzionalmente garantite dalle quali nessuno può prescindere se ha davvero a cuore il bene della città.

Cordialmente.
Maria Vittoria Ceraso

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