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Perseguitò la sua ex e le
incendiò l'auto. Stalker
cremonese condannato

Aveva perseguitato la sua ex, bruciandole anche l’auto. A Brescia, Massimiliano Zambelli, 36 anni, nato a Cremona e residente a Lodi, con alle spalle precedenti penali per reati contro la persona, processato con il rito abbreviato, è stato condannato ad una pena di due anni e otto mesi per stalking, danneggiamento e incendio. Non aveva accettato la fine della relazione con la sua compagna, e così aveva pensato di vendicarsi bruciandole l’auto, una Fiat Panda, sotto casa sua a Monticelli Brusati. Le indagini erano state condotte dai carabinieri di Cremona che avevano portato alla provincia di Brescia in seguito ad altri incendi appiccati nel cremonese. L’ex compagna di Zambelli aveva sporto denuncia contro di lui per aver passato due settimane di persecuzioni, pedinamenti, irruzioni sul posto di lavoro e continue minacce di morte, sia di persona che via sms. Coinvolto nella vicenda anche un 34enne bresciano, quest’ultimo ancora indagato, con cui Zambelli aveva dato fuoco a due auto nel cremonese a causa di gelosie e vecchi rancori.

I fatti risalgono allo scorso 27 giugno quando, durante la notte, due vetture erano state divorate dalle fiamme, una a Castelverde e una a Corte de Cortesi con Cignone. Due episodi che, verificatisi nell’arco di un’ora, avevano indotto i carabinieri ad ipotizzare un collegamento. A Castelverde, nella frazione di San Martino in Beliseto, in via Marzalengo, l’incendio aveva riguardato la Fiat Croma di un operaio di 28 anni. A Corte de’ Cortesi era invece stata incendiata una Ford Focus di proprietà di un operaio 30enne, parcheggiata in una via adiacente alla casa di quest’ultimo. Da un primo esame dei vigili del fuoco era emerso che i due incendi erano correlati e non dovuti a caso fortuito o a cortocircuito. Dunque i militari, dopo avere acquisito i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona, avevano notato il passaggio di una Mercedes con un parafango di colore diverso dal resto del veicolo, vista in entrambi i Comuni. Ad insospettire i militari, anche quanto dichiarato dai due proprietari delle auto date alle fiamme: il 30enne, in sede di denuncia sporta contro ignoti, aveva raccontato che qualche mese prima aveva trovato le gomme della propria auto tagliate, mentre il 28enne aveva spiegato che nel dicembre del 2017 era stato aggredito in casa dall’ex compagno della sua attuale fidanzata, che gli aveva rivolto reiterate minacce di morte. Si trattava proprio del 34enne bresciano, proprietario della Mercedes e amico di Zambelli. Sempre il 27 giugno i due si erano recati a Monticelli Brusati per incendiare la Panda della ex dell’imputato, già denunciato per atti persecutori. La mattina successiva i due erano rimasti coinvolti in una rissa a Rovato con dei marocchini: era stato in questa circostanza che i carabinieri locali avevano rinvenuto una tanica di plastica contenente residui di un liquido infiammabile nascosta nel baule della Mercedes dei due.

S.P.

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