Un commento

Scontri al corteo, a dicembre
la decisione sulle modalità
della pena per Pascariello

Il 25 settembre del 2018, sugli scontri avvenuti al corteo antifascista del 24 gennaio del 2015, la Corte di Cassazione dichiarò inammissibili i ricorsi presentati da tre dei quattro arrestati della prima tranche dell’inchiesta, rendendo definitiva la sentenza d’appello che aveva confermato l’accusa di devastazione. Tre anni e otto mesi erano stati inflitti a Mattia Croce, cremonese, frequentatore del Kavarna, ad Aioub Babassi, bresciano, e a Matteo Pascariello, bolognese residente a Lecce. Per Mauro Renica, bresciano appartenente al centro sociale Magazzino 47, che aveva lanciato un bengala contro la polizia, il reato era stato riqualificato in resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per lui condanna a 2 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. A fare ricorso in Cassazione erano stati Babassi, Renica e Pascariello. Proprio nei confronti di quest’ultimo, il prossimo 10 dicembre, il tribunale di sorveglianza di Brescia deciderà come dovrà scontare la pena. A darne notizia è lo stesso Pascariello in un’intervista a ‘Radio onda d’urto’ e con una lettera in cui parla dell'”uso strumentale” del reato di devastazione e saccheggio. Una linea, quella della devastazione e saccheggio, che non era stata riconosciuta dall’allora gup di Cremona Christian Colombo che il 14 luglio del 2016 aveva emesso sentenza nei confronti del secondo gruppo di arrestati, riconoscendo colpevoli due degli imputati dei reati più lievi di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Contro la sentenza, la procura di Cremona era ricorsa in appello. L’udienza deve ancora essere fissata. 

S.P.

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