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Processo a Sy, sentito un
collega autista: 'Mi fece
comprare un taser'

Ousseynou Sy, il 47enne che lo scorso marzo ha preso in ostaggio 51 ragazzini della media Vailati, sequestrandoli sul bus di Autoguidovie (azienda per la quale l’uomo di origine senegalese lavorava), avrebbe chiesto a un (ormai ex) collega di acquistargli un taser.

E’ questo quanto emerso dall’udienza odierna, durante la quale è stato ascoltato, appunto, un altro autista di Autoguidovie, che ha raccontato l’episodio. “Ho comprato, su internet, io la pistola elettrica per conto di Sy. Ha iniziato a chiedermelo una decina di giorni prima del sequestro dei ragazzi. Era insistente e domandava spesso quando sarebbe arrivato. Quando mi è stato consegnato il pacco, l’ho portato ai carabinieri”.

“La settimana precedente al dirottamento del bus Sy mi ha chiesto un cambio di turno, sia per la tratta che per l’orario, a causa di alcuni impegni. Avrei dovuto portare io i ragazzi in palestra. Ho accettato, perché non ha mai mostrato alcun comportamento particolare. La mattina del 20 marzo abbiamo fatto colazione insieme al bar”.

Sempre l’ex collega del senegalese ha riferito, durante la propria testimonianza, che Sy era stato coinvolto in un episodio di molestie sessuali, per le quali era stato condannato a un anno, nell’ottobre del 2018. “L’azienda secondo me ne era a conoscenza, ma non so se siano stati adottati deio provvedimenti a riguardo”.

Anche il tabaccaio del bar della stazione di Crema è stato chiamato a testimoniare. A lui è stato chiesto se avesse mai parlato con l’imputato di politica e immigrazione. Il tabaccaio ha confermato, aggiungendo che gli argomenti sono sempre stati “trattati con tranquillità. Anche quando qualcuno si lasciava andare a commenti tipo ‘negro di m****’ lui ci scherzava sopra. Si è sempre dimostrata una persona pacata”. Sy gli avrebbe anche chiesto, mesi prima, informazioni su certi tipi di disturbatori per cellulari, dicendo di voler trovare il modo per evitare di essere disturbato dai passeggeri mentre guidava.

Ultimo ad essere ascoltato nell’udienza, un carabinieri del Nucleo antiterrorismo di Milano (Maggiore Spaziani Marco) che ha speigato il video proclama di Sy: “Si tratta di un lungo monologo in cui Sy riprende se stesso. Questo ci ha permesso di ipotizzare che l’uomo non fosse legato a movimenti di natura eversiva o terroristica”.

La prossima udenzia è fissata il 5 dicembre alle 10.30. Saranno ascoltati altri colleghi di lavoro dell’imputato e testimoni civili presenti al fatto. L’attuale compagna ha scelto di non preseniare in tribunale, per questioni emotive e per lei sono state quindi acquisite le dichiarazioni rese al tempo dei fatti.

Entro metà dicembre (l’ultima udienza sarà il 16) saranno terminate le deposizioni dei testimoni d’accusa. Con gennaio si passerà ai periti delle parti civili, tra i quali gli psicologi che hanno seguito i ragazzi sequestrati e i loro docenti.

ab

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Commenti
  • Chicca

    Sono sempre del parere che non bisogna processarlo ma in galera a vita !!! Se si pensa cosa poteva succedere !!!!

    • Andrea

      Il processo non si nega a nessuno, al massimo c’è da augurarsi che sia un processo serio. Sui diritti non si scherza, non fare processi è una roba da dittatura o da inquisizione (che comunque prevedeva un processo), non sei un Dio, non puoi decidere della vita di una persona senza processo.