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UTIN, TESTIMONIANZA/18
'9 anni fa ero in quel reparto
e salvarono mia figlia'

La testimonianza di Marco Bragazzi, genitore che nove anni fa ha avuto modo di conoscere ed apprezzare il lavoro dell’unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Cremona. 

Se avete esperienze personali da raccontare, potete inviarle a redazione@cremonaoggi.it

Esattamente nove anni fa incrociavo lo sguardo del dott. Poggiani nel suo studio presso l’unità di Terapia Intensiva Neonatale del nosocomio di Cremona. Era uno sguardo sincero e compiaciuto, uno sguardo che sapeva trasmettere quella sicurezza e quella tranquillità di chi, come il dott. Poggiani e tutti i suoi collaboratori, avevano saputo applicare al meglio la scienza medica per tutelare ed aiutare la vita di una neonata. Il referto lasciava con tranquillità, a distanza di una settimana dal ricovero di mia figlia appena nata, la possibilità a due neo genitori di tornare a casa con la loro bambina.

Tornare a casa  con la propria bambina è il fine ultimo per ogni genitore che è stato costretto ad abbracciare la propria figlia solo ad orari predefiniti o ad osservarla attraverso un vetro. Quello sguardo aveva lasciato dentro di me la consapevolezza di aver trovato una realtà e delle persone che avevano seguito passo per passo quel valore unico che è la tutela di un paziente, un team di medici e collaboratori il cui lavoro, già di per se difficile, è messo ancora più a dura prova dall’età del paziente. Quel gruppo di persone rappresentava la speranza per dei genitori, speranza che era accompagnata dalla professionalità di medici e assistenti in grado, prima di tutto, di spiegare cosa era successo e come lo avrebbero affrontato. A distanza di nove anni esatti mi risulta impossibile non ringraziare ancora il team di quella unità, così come non riesco a dimenticare quello sguardo, quel significato di gioia profonda trasmessa a chi, come me, aveva passato i primi giorni dalla nascita della propria figlia con il solo fine di seguire con attenzione le spiegazioni che mi venivano fornite sulla base dei referti ospedalieri.

Oggi quel lavoro, quell’attenzione, quella cura per il paziente e per i genitori sembra venir messo in secondo piano rispetto a quelle analisi di bilancio che, di solito, hanno il fine ultimo di giustificare chiusure o tagli senza alcuna logica. Lo sguardo del dott. Poggiani nove anni fa racchiudeva il lavoro di tutto il reparto, uno sguardo che, per un cittadino comune come me, rappresentava un passo enorme nella propria vita, uno sguardo che, invece, dovrebbe far riflettere coloro che decidono sulla base degli indici di bilancio.

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