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Emergenza cinghiali,
109 quelli abbattuti nel 2019
sul territorio cremonese

Sono 109 i cinghiali abbattuti nel 2019 in provincia di Cremona: questo il dato diramato dall’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, che lancia l’allarme sulla proliferazione di questi animali. “Sono 5.802 i cinghiali abbattuti quest’anno in Lombardia grazie alle azioni messe in campo dalla Regione, 700 in più rispetto allo scorso anno” sottolinea. I numeri, del resto, sono preoccupanti: nel 2018 in provincia di Cremona 37 incidenti stradali sono stati provocati da fauna selvatica.

A questo proposito la Regione ha approvato i “parametri gestionali obiettivo” cui deve essere finalizzata la gestione faunistico-venatoria del cinghiale nelle aree classificate idonee alla presenza della specie sul territorio lombardo, incluse le aree protette regionali. Tali parametri rappresentano il valore soglia dei danni tollerabili in relazione alle esigenze ecologiche della specie e a quelle di tutela delle attività antropiche e dell’ambiente. È l’ultimo atto dell’attuazione della legge cinghiale. “Un passaggio necessario per definire gli obiettivi di abbattimento e per avere strumenti più efficaci per il controllo degli ungulati nelle zone vocate alla loro presenza” ha aggiunto Rolfi. “Continuiamo così nell’opera di semplificazione burocratica, di coinvolgimento del mondo agricolo e venatorio e di ascolto del territorio per contenere un problema che sta generando danni enormi all’agricoltura lombarda e che rappresenta anche un pericolo per la sicurezza delle persone”.

Le Unità di gestione già presenti nelle aree idonee sono state suddivise in ‘Sub-Unità di gestione’. Nella definizione dei parametri gestionali obiettivo sono stati utilizzati dati amministrativi e ambientali, dati relativi alla presenza e dinamica del cinghiale e dati relativi ai danni causati dal cinghiale alle attività antropiche (agricoltura, incidenti stradali). Successivamente, è stato creato un indice di rischio finalizzato a valutare il rapporto tra gli impatti provocati dalla specie sul territorio regionale rispetto alle modalità gestionali attualmente applicate. Dall’analisi dei dati e delle elaborazioni svolte sono stati quindi individuati i parametri gestionali obiettivo.

“La delibera approvata introduce altre importanti novità che coinvolgono tutto il territorio regionale: prevediamo la possibilità di organizzare battute di caccia collettiva anche in forma congiunta tra due squadre attive in zone confinanti e l’abbassamento da 10 a 8 della soglia minima di cacciatori presenti per la caccia collettiva con il metodo della braccata. Nelle ore notturne, gli abbattimenti in controllo potranno svolgersi anche con l’ausilio di fonti luminose, di visori a infrarossi o termocamere. Meno burocrazia e più flessibilità per consentire interventi più efficaci a tutela della collettività” ha concluso l’assessore Rolfi.

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